Enterococcus faecalis, ICA e antibiotico-resistenza

Scritto il 03/04/2025
da Chiara Sideri

Enterococcus faecalis è un batterio gram-positivo che colonizza fisiologicamente il tratto gastrointestinale umano come commensale. In condizioni normali, la sua presenza non rappresenta un pericolo per l’organismo ospite. Tuttavia, in presenza di particolari fattori predisponenti, come immunosoppressione, lunghe ospedalizzazioni, interventi chirurgici o utilizzo prolungato di antibiotici ad ampio spettro, può diventare patogeno, causando infezioni gravi soprattutto in ambito ospedaliero.

Infezioni associate a enterococcus faecalis

Questo microrganismo è coinvolto principalmente in infezioni nosocomiali quali endocarditi subacute, meningiti, batteriemie, infezioni delle vie urinarie (IVU), infezioni del tratto biliare e infezioni intra-addominali.

Nelle donne in gravidanza, E. faecalis può essere isolato nelle urine e rappresenta un agente patogeno comune nelle infezioni urinarie, che se non trattate adeguatamente, potrebbero portare a complicazioni come pielonefrite, parto prematuro o basso peso alla nascita.

Terapia mirata e gestione clinica

La terapia contro E. faecalis richiede un approccio mirato basato su un accurato antibiogramma, effettuato tramite campioni biologici, come tamponi rettali, tamponi faringei o campioni di urine, per identificare precisamente la sensibilità del batterio agli antibiotici.

Generalmente, la prima scelta terapeutica comprende penicillina o ampicillina, spesso associata a gentamicina o streptomicina per ottenere un effetto sinergico. Tuttavia, in caso di infezioni da ceppi resistenti alla vancomicina, è necessario ricorrere ad antibiotici alternativi come linezolid o daptomicina.

Studi recenti evidenziano inoltre l'efficacia di nuovi agenti, quali dalbavancina e oritavancina, attualmente oggetto di approfondimento clinico.

Un approccio multidisciplinare per contenere il rischio

Un approccio integrato e multidisciplinare, coinvolgente medici, infermieri e microbiologi, supportato da una sorveglianza epidemiologica continua e puntuale, rappresenta il metodo più efficace per contenere l'impatto sanitario di E. faecalis.