Emocoltura, le modalità di prelievo dei campioni

Scritto il 27/11/2018
da Redazione

L’emocoltura rappresenta il gold standard per la diagnosi di infezioni batteriche o fungine e per la scelta della terapia antimicrobica mirata. Il valore prognostico dell’emocoltura è limitato dalla contaminazione dei flaconi. I pazienti con emocolture contaminate spesso ricevono antibiotici non necessari e sono sottoposti ad ulteriori test di laboratorio per determinare la causa del risultato positivo della coltura ematica. Solo una tecnica corretta riduce il rischio di contaminazione senza però eliminarlo del tutto.

Emocoltura, come si effettua il prelievo

La definizione delle fasi del processo diagnostico permette di identificare il livello di responsabilità e le istruzioni operative più appropriate.

Fasi del processo diagnosticoAttivitàResponsabilità
Pre-analiticaRichiesta di indagine diagnosticaMedico
Pre-analitica- Prelievo del campione

- Conservazione del campione

- Invio del campione
Infermiere
Analitica- Esecuzione dell'esame

- Validazione dell'esame
Microbiologo
Post-analitica- Refertazione

- Elaborazione statistiche

Responsabilità dell’infermiere nel processo diagnostico

L’infermiere è il professionista sanitario che “governa” la fase pre-analitica del processo diagnostico dell’emocoltura, solo la prescrizione rimane una responsabilità del medico.

Delle tre fasi, quella pre-analitica è quella che può influenzare in modo significativo la sensibilità, l’interpretazione e la rilevanza clinica dell’esame.

Articolo a cura di Daniela Accorgi, Infermiera esperta nel rischio infettivo