Fnopo: non condividiamo il Ddl Boldrini

Fnopo: non condividiamo il Ddl Boldrini

Scritto il 15/02/2022
da Massimo Canorro

La Federazione nazionale degli ordini della professione di ostetrica/o, boccia il Ddl Boldrini n. 2396 sulla formazione delle professioni sanitarie. Non comprendiamo la ratio di voler inserire in un testo che riguarda palesemente solo le professioni infermieristiche, anche le altre professioni sanitarie, compresa quella di ostetrica/o, spiega la presidente Fnopo, Silvia Vaccari. Quindi la Federazione parla di testo non condiviso con la professione, e auspica che la revisione della formazione ostetrica avvenga mediante un proficuo confronto.

Formazione ostetrica: Fnopo non condivide Ddl Boldrini

Silvia Vaccari, presidente Fnopo

Un testo non condiviso con la professione. Il riferimento è al Disegno di Legge n. 2396 presentato dalla senatrice Paola Boldrini lo scorso settembre, e che mira al riordino della formazione universitaria delle professioni sanitarie infermieristiche nonché delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione di ostetrica. Un contenuto che sebbene formalmente esprima nel titolo la volontà di riformare il percorso di studi universitario delle professioni sanitarie, di fatto ridisegna il percorso formativo di base e post base solo per le professioni infermieristiche (infermieri e infermieri pediatrici). Dunque, per rimarcare il concetto, la Fnopo si esprime in disaccordo con l’impianto del Ddl n. 2396 anche a nome delle 21mila professionisti/e ostetriche/i che svolgono un ruolo cardine nella tutela della salute materno neonatale con responsabilità e con carichi di lavoro complessi ed usuranti.

Così la presidente della Federazione nazionale degli ordini della professione di ostetrica/o, Silvia Vaccari, che aggiunge: Quel che non si comprende è la ratio di voler inserire in un testo che riguarda palesemente solo le professioni infermieristiche, anche le altre professioni sanitarie, compresa quella di ostetrica/o, che vengono così accorpate e relegate in un ultimo articolo che risulta fuori contesto. Presentato il 22 settembre 2021, il Ddl intende completare l’iter che ha condotto la formazione delle professioni sanitarie a livello universitario. I vertici nazionali della Fnopo non nutrono dubbi: Se il testo del Ddl intende essere una riforma tout court di tutte le professioni sanitarie ribadiamo con forza la sua inadeguatezza poiché non rispetta, né rispecchia le specificità di tutte le professioni citate né la normativa vigente. Questo non solo danneggia e penalizza gli attuali e i futuri professionisti, ma comporta anche il rischio che venga meno la tutela della salute delle donne, delle madri e dei neonati la cui assistenza compete lecitamente alle ostetriche/i. Quando invece la stessa Fnopo ha più volte rimarcato la rilevanza di investire sull’ostetrica per la salute delle donne.

Fnopo: è necessario un confronto con politici e istituzioni competenti

E ancora: Al di là del necessario e doveroso lavoro in équipe, interdisciplinare e multidisciplinare, le professioni sanitarie, regolamentate e ordinate, hanno una specificità che deve essere rispettata, riconosciuta e tutelata. Ed è all’interno di questo imprescindibile paradigma che si deve sempre muovere la politica quando si occupa di professioni sanitarie, come già espresso nella Legge 251/2000 (Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica). Un altro aspetto che la Fnopo ritiene non trascurabile è che la Federazione nazionale non è stata consultata nella discussione del Ddl in qualità di organo di massima rappresentanza politica della professione di ostetrica/o e pertanto consapevole del necessario sviluppo del settore scientifico disciplinare Med/47 e della formazione accademica della professione che rappresenta. Né risulta che sia stato consultato l’Osservatorio nazionale delle professioni sanitarie, che ha il mandato dal legislatore di formulare proposte e pareri per la definizione di criteri e modalità che assicurarono la qualità della formazione in conformità alle indicazioni dell’Ue.

Senza tralasciare il fatto che l’Osservatorio neo insediato non ha ancora ricostituito i gruppi di lavoro per l’esame di proposte di rivisitazione dell’attuale assetto formativo delle professioni sanitarie, il Comitato centrale Fnopo auspica che la necessaria revisione della formazione ostetrica avvenga attraverso un proficuo confronto sia con i decisori politici sia nei contesti istituzionali di competenza, quali l’Onps, affinché le sfide sanitarie – attuali e del domani – possano essere affrontate da professionisti competenti nel fornire una assistenza sempre più qualificata efficace ed efficiente.