Vaccino in gravidanza e allattamento: cosa c'è da sapere

Scritto il 07/01/2021
da Sara Visconti

I dati sull’uso del vaccino anti Covid durante la gravidanza sono tuttora molto limitati, tuttavia studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza. Trattandosi comunque di vaccini con mRNA, cioè non a virus vivo - ed in cui le particelle di mRNA vengono rapidamente degradate - si ritiene che possano essere considerati sufficientemente sicuri nelle donne in gravidanza. Il vaccino non è controindicato e non esclude le donne in gravidanza dalla vaccinazione, perché la gravidanza, soprattutto se combinata con altri fattori di rischio come il diabete, le malattie cardiovascolari e l'obesità, potrebbe renderle maggiormente a rischio di Covid-19 grave. Una nota del Ministero della Salute per ora nega tale pratica, ma starebbe per rivedere tale disposizione.

Le donne in gravidanza possono vaccinarsi contro Covid-19?

Vaccinazione anti-Covid-19 in gravidanza

L’intera comunità scientifica mondiale ha risposto in tempi rapidi alla necessità di contrastare la pandemia mettendo a punto vaccini contro il Sars-CoV-2 che, nonostante l’accorciamento dei tempi di sviluppo, valutazione ed approvazione risultano efficaci, sicuri e di qualità.

I tempi brevi di costituzione del vaccino che attualmente spaventano numerosi cittadini sono da condurre agli enormi sforzi scientifici, organizzativi ed economici di tutti i paesi del mondo.

È stato un vero e proprio lavoro di squadra che grazie alla priorità assoluta data ai trial clinici riguardanti il Covid, grazie ai moltissimi finanziamenti, grazie al numero elevato di volontari e agli studi fatti in precedenza per SARS e MERS (malattie causate da altri tipi di coronavirus) ha permesso di ottenere un’arma contro il Sars-Cov-2.

L’accelerazione dei processi di sviluppo e valutazione dei vaccini, secondo procedure d’emergenza ha di conseguenza comprensibilmente finora impedito di avere informazioni di sicurezza del vaccino Covid-19 su specifici gruppi di popolazione come bambini e ragazzi con età ragazzi con età < 16 anni, donne gravide e donne in allattamento. Tuttavia, sono in corso numerosi studi che presto ci daranno ulteriori informazioni.

Come detto in precedenza, i dati sull’uso del vaccino durante la gravidanza sono tuttora molto limitati, tuttavia studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza. Trattandosi comunque di vaccini con mRNA, cioè non a virus vivo - ed in cui le particelle di mRNA vengono rapidamente degradate - si ritiene che possano essere considerati sufficientemente sicuri nelle donne in gravidanza.

Il vaccino non è controindicato e non esclude le donne in gravidanza dalla vaccinazione, perché la gravidanza, soprattutto se combinata con altri fattori di rischio come il diabete, le malattie cardiovascolari e l'obesità, potrebbe renderle maggiormente a rischio di Covid-19 grave. L'Istituto Superiore di Sanità ha in atto un sistema di sorveglianza sulle donne gravide in rapporto a Covid-19 che potrebbe offrire ulteriori utili informazioni.

Le donne in allattamento possono vaccinarsi contro Covid-19?

Non sono disponibili dati specifici sulla sicurezza dei vaccini Covid-19 durante l'allattamento al seno, né sugli effetti dei vaccini a mRNA sul bambino allattato o sulla produzione/secrezione del latte materno.

Sebbene non ci siano studi sull'allattamento al seno, sulla base della plausibilità biologica non è previsto alcun rischio che impedisca di continuare l’allattamento al seno. Infatti, le preoccupazioni teoriche riguardanti la sicurezza della vaccinazione non superano i potenziali benefici di ricevere il vaccino.

Le informazioni a riguardo provenienti da società scientifiche internazionali sono concordi: non è necessario evitare di iniziare o interrompere l'allattamento al seno nelle donne che ricevono un vaccino Covid-19.

L’Academy of Breastfeeding Medicine (ABM) sottolinea che è inverosimile che la componente lipidica del vaccino entri nella corrente sanguigna e raggiunga il tessuto mammario. Se così fosse, è ancor meno probabile che un’intatta nanoparticella o l’mRNA passi nel latte. Nel caso inverosimile che l’mRNA risultasse presente nel latte, ci si aspetterebbe che venisse digerito dal bambino senza avere alcun effetto biologico. In più, nota l’ABM, la vaccinazione in allattamento consentirebbe il passaggio dalla madre al lattante di anticorpi specifici IgA contro il SARS-CoV-2 entro 5-7 giorni.

La comunità scientifica raccomanda che i prossimi studi includano anche le donne gravide ed in allattamento nelle sperimentazioni su questi vaccini.