Rianimazione intrauterina in travaglio di parto

Rianimazione intrauterina in travaglio di parto

Scritto il 15/12/2020
da Sara Visconti

Nel caso di anomalie cardiotocografiche di categoria II o III (Classificazione NICHD/ACOG) che indicano la presenza di insulti ipossici in atto, ma non ancora francamente patologici, è previsto e consigliato un atteggiamento conservativo volto all’individuazione e alla rimozione dei possibili stimoli ipossici sul feto e alla risoluzione del problema, quando possibile. Quindi, per rianimazione intrauterina intendiamo l’insieme delle manovre conservative che tendono a rendere reversibile l’insulto ipossico di entità lieve-media, al fine di migliorare l’ossigenazione fetale sia nella prospettiva di poter concludere il parto per via vaginale, sia per favorire il benessere feto-neonatale, qualora si renda necessario il parto addominale. Per poter mettere in atto tali manovre si rende necessaria una corretta valutazione eziopatogenetica della situazione clinica e/o delle caratteristiche della frequenza cardiaca fetale.