Febbre materna e sorveglianza benessere fetale in travaglio

Febbre materna e sorveglianza benessere fetale in travaglio

Scritto il 23/03/2020
da Sara Visconti

In caso di febbre materna (T > 38°) è indicato sorvegliare il benessere fetale tramite monitoraggio cardiotocografico (CTG) continuo. Le infezioni endouterine si associano alle anomalie del battito cardiaco fetale, tuttavia va ricordato che il monitoraggio cardiotocografico non è un valido predittore di infezione neonatale a esordio precoce.

Corionamniosite, segni di infezione endoutoerina

In un feto a termine i segni più comunemente riportati sul monitoraggio cardiotocografico intrapartum in caso di infezione sono rappresentati da:

  • Tachicardia lieve (160-180 bpm) con riduzione della variabilità o tachicardia severa (>180 bpm)
  • Assenza di cycling
  • Variabilità persistentemente ridotta o assente (per > 50 minuti)
  • Assenza di decelerazioni antecedenti che possano giustificare la tachicardia

Nessuna di queste caratteristiche è specifica per un quadro di infezione, tuttavia nei feti con infezione batterica durante il travaglio la tachicardia fetale senza decelerazioni è associata a un aumentato rischio di paralisi cerebrale anche in assenza di acidemia sul cordone ombelicale; infatti, l’infezione potrebbe essere responsabile di un danno neurologico direttamente, non attraverso l’ipossia.

Occorre sottolineare che la valutazione della frequenza cardiaca fetale deve essere rapportata ai valori attesi in base all’epoca gestazionale e che ogni grado di incremento della temperatura materna aumenta la linea di base della frequenza fetale del 10% e crea un’ipossia relativa poiché riduce la capacità dell’emoglobina fetale di fornire ossigeno ai tessuti.

In presenza di tali elementi, prima di considerare l’espletamento del parto in base anche alle condizioni materne, è utile mettere in atto le misure correttive conservative al fine di migliorare l’ossigenazione fetale e quindi favorire posizione in decubito laterale sinistro, idratazione endovenosa, somministrazione di antipiretici, diminuire o sospendere il flusso di ossitocina se in corso.

Nel caso in cui si sospetti infezione endouterina (corionamniosite) è utile trattare con antibiotici ad ampio spettro ed evitare tutto ciò che potrebbe amplificare il rischio di danno cerebrale sinergico:

  • Evitare travaglio prolungato
  • Abbassare soglia di intervento
  • Evitare eccessivo uso uterotonici/iperstimolazione uterina
  • Evitare parti operativi traumatici