Condizioni permittenti POV e tecnica ventosa Omnicup

Scritto il 17/10/2019
da Sara Visconti

Il parto operativo è una tipologia di parto vaginale assistito in cui risulta necessario un intervento strumentale o manuale che agevoli la fase espulsiva, in presenza di complicanze o ostacoli all’espletamento spontaneo del feto e degli annessi fetali. Prima di aderire a un parto operativo con ventosa ostetrica vanno tenuti in considerazione diversi fattori, alcuni dei quali possono determinare il rischio di fallimento della ventosa ostetrica.

Fattori da verificare prima di aderire a un POV con ventosa ostetrica

I fattori che il ginecologo deve verificare prima di aderire a un parto operativo con ventosa ostetrica sono:

  • Motivazione della paziente a partorire per via vaginale
  • Stima peso fetale
  • Presenza asinclitismo posteriore (in tale caso VO non consigliata)
  • Livello della parte presentata
  • Impegno della parte presentata
  • Direzione della testa fetale
  • Posizione testa e tronco fetale
  • Caratteristiche bacino materno

Condizioni permittenti il POV

  • Dilatazione cervicale completa
  • Presentazione cefalica
  • Testa fetale impegnata (vertice deve essere al di sotto della linea che congiunge le spine ischiatiche oppure deve essere accessibile alla palpazione la metà, o meno, della sinfisi pubica)
  • Riconoscere la posizione della testa fetale individuando la sutura sagittale e la posizione della piccola fontanella
  • Vescica vuota
  • Intera équipe allertata (neonatologo, secondo ginecologo di guardia o reperibile, ostetrica capoturno, personale ausiliario)
  • Ci deve essere la possibilità organizzativa di eseguire un taglio cesareo di emergenza in caso di fallimento entro 15 min. se l’indicazione è alterazione del battito cardiaco fetale, entro 30 min. se l’indicazione è arresto della progressione della parte presentata
  • L’operatore deve avere una buona conoscenza della semeiotica e dei meccanismi del periodo espulsivo, della tecnica operativa e della gestione delle possibili complicanze; se ritiene di non avere adeguata esperienza si deve avvalere della collaborazione di un collega più esperto
  • Informazione e consenso verbale della paziente

Quali fattori rischiano di determinare il fallimento della ventosa ostetrica

Quando si decide di aderire ad un POV è necessario essere consapevoli del livello del rischio di fallimento (basso, moderato, elevato) e informare l’intera équipe.

Tale rischio è calcolato sulla base dell’indicazione al parto e sulla base dell’analisi scrupolosa di tutte le condizioni permittenti.

Rappresentano un rischio elevato di fallimento ad esempio tali condizioni:

  • Rotazione sacrale persistente dell’occipite con colonna fetale posteriore
  • In caso di parto gemellare: secondo gemello con parte presentata non impegnata e cervice in parte ricostituita
  • Stima del peso fetale è maggiore di 4500

Se si evidenziasse il suddetto rischio l’équipe di sala operatoria dovrà essere allertata per poter eseguire un taglio cesareo l’emergenza. Classificare il grado di rischio consente di modulare la comunicazione con la paziente e con l’équipe di sala parto.

Tecnica di applicazione ventosa ostetrica

ventosa

Dopo aver verificato tutte le condizioni permittenti, indicazioni e controindicazioni, qualora si ritenga necessario procedere con POV tramite ventosa, si dovrà individuare il punto di flessione della testa fetale.

L’individuazione di tale punto richiede la conoscenza dell’anatomia della testa fetale e nello specifico di tre riferimenti: piccola fontanella posteriore, grande fontanella anteriore, sutura sagittale.

Passi da seguire per una corretta applicazione e trazione

  • Posizionare la coppetta a 3 cm dalla piccola fontanella scorrendo il dito medio della mano esploratrice lungo la sutura sagittale (corretto punto di flessione)
  • Verificare la correttezza del punto di flessione mediante due indicatori di riferimento esterni alla rima vulvare: distanza punta dito medio-articolazione metacarpofalangea (11cm) e distanza punta dito medio-prima articolazione interfalangea (6cm). La distanza è valutabile grazie ai marcatori centimetrici posti sul cavo di trazione della ventosa. In genere nelle posizioni fetali posteriori la distanza è di 11 cm circa, mentre nelle posizioni fetali anteriori è di 6 cm circa
  • Accertarsi che non ci siano tessuti materni interposti tra la coppetta e la testa fetale
  • Verificato il corretto punto di flessione, creare il vuoto raccomandato
  • Iniziare la trazione ricordando che l’asse di trazione della ventosa deve essere sempre verso il basso; quando la testa fetale è visibile all’introito e la sutura sagittale è ruotata in antero-posteriore, solo allora, è possibile rendere rettilineo e portare verso l’alto l’asse di trazione
  • La trazione dovrebbe essere applicata al momento della comparsa di una contrazione, in associazione agli sforzi espulsivi materni e mantenuta senza problemi per tutta la durata della contrazione
  • Il parto deve essere espletato con tre trazioni, una quarta può essere eseguita se la testa corona
  • In caso di distacco della coppetta dalla testa fetale sono consentite fino a 3 applicazioni, la terza applicazione deve essere eseguita da un operatore esperto. La ventosa Omnicup prevede un sistema di sicurezza per cui se la forza della trazione applicata supera una certa soglia questa si stacca per salvaguardare la testa fetale da eventuali traumi dovuti ad eccessiva forza esercitata
  • Sapere quando fermarsi: abbandonare la procedura quando non si ha la prevista progressione della testa fetale