Salute mentale adolescenti, Ocse: ragazze più esposte ad ansia e depressione

Scritto il 09/07/2026
da Redazione

La salute mentale degli adolescenti sta peggiorando nella maggior parte dei Paesi OCSE e le difficoltà non colpiscono tutti allo stesso modo. Le ragazze riportano livelli di benessere emotivo significativamente inferiori rispetto ai coetanei maschi e presentano un rischio molto più elevato di ansia, depressione e autolesionismo. I ragazzi, invece, manifestano più frequentemente comportamenti aggressivi, disturbi della condotta e condotte a rischio, oltre a registrare un rischio di morte per suicidio sensibilmente superiore. È il quadro delineato dal nuovo policy paper dell'OCSE dedicato al benessere sociale ed emotivo degli adolescenti. Il messaggio del documento è chiaro: affrontare il disagio psicologico degli adolescenti con strategie uguali per tutti non è più sufficiente. Per migliorare gli esiti servono interventi capaci di riconoscere le differenti modalità con cui ragazze e ragazzi esprimono la sofferenza psicologica, coinvolgendo scuola, famiglie, servizi sanitari, comunità e ambiente digitale.

Le ragazze mostrano peggiore benessere emotivo

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Secondo l'OCSE, negli ultimi anni la soddisfazione di vita degli adolescenti è diminuita nella quasi totalità dei Paesi membri. Il calo è particolarmente evidente tra le ragazze.

I dati mostrano che, tra gli 11 e i 15 anni, le adolescenti hanno una probabilità compresa tra 1,65 e 2,5 volte superiore rispetto ai ragazzi di dichiarare una bassa soddisfazione per la propria vita.

Anche altri indicatori descrivono un quadro più critico: maggiore frequenza di sentimenti di tristezza, nervosismo e solitudine, oltre a livelli inferiori di resilienza e capacità di affrontare lo stress.

Per l'OCSE questi risultati suggeriscono che le ragazze vivono una maggiore esposizione a pressioni psicologiche e sociali durante l'adolescenza, amplificate anche dalle aspettative legate all'immagine corporea e dall'esperienza nei contesti digitali.

Il ruolo delle famiglie, della scuola e degli ambienti digitali

L'OCSE sottolinea che il benessere degli adolescenti non dipende esclusivamente dalle caratteristiche individuali, ma è influenzato dagli ambienti nei quali i ragazzi crescono.

In particolare vengono individuati quattro contesti chiave:

  1. famiglia
  2. scuola
  3. comunità
  4. ambiente digitale

Le relazioni familiari rappresentano il principale fattore protettivo, ma circa un adolescente su tre riferisce difficoltà nel comunicare con i genitori. Anche la scuola assume un ruolo centrale non soltanto nell'apprendimento, ma nell'identificazione precoce delle situazioni di vulnerabilità e nella promozione delle competenze socio-emotive. Gli ambienti digitali, infine, possono favorire relazioni e partecipazione, ma anche amplificare fenomeni come confronto sociale, cyberbullismo, esposizione a contenuti dannosi e pressione sull'immagine corporea.

Le implicazioni per infermieri e professionisti sanitari

Il documento richiama indirettamente anche il ruolo crescente dei professionisti sanitari impegnati nella prevenzione e nella promozione della salute mentale.

Per infermieri di famiglia e di comunità, infermieri scolastici, professionisti dei servizi territoriali e della neuropsichiatria infantile significa rafforzare la capacità di riconoscere precocemente i segnali di disagio e costruire percorsi multidisciplinari con pediatri, medici di medicina generale, psicologi, servizi sociali e istituzioni scolastiche.

L'attenzione non dovrebbe limitarsi ai sintomi clinici, ma estendersi ai fattori relazionali, familiari e ambientali che influenzano il benessere psicologico degli adolescenti.

Una sfida che riguarda l'intero sistema di prevenzione

Il report dell'OCSE invita a ripensare le politiche per la salute mentale degli adolescenti partendo dal presupposto che ragazze e ragazzi affrontano vulnerabilità differenti e necessitano di risposte diverse.

Per questo motivo la prevenzione non può essere affidata esclusivamente ai servizi specialistici, ma richiede un'azione coordinata tra sanità, scuola, famiglie e comunità. Intercettare precocemente il disagio, rafforzare i fattori di protezione e costruire ambienti favorevoli rappresentano, secondo l'OCSE, la strategia più efficace per migliorare il benessere emotivo delle nuove generazioni e ridurre il rischio di disturbi mentali nell'età adulta.