Dal Parlamento il confronto sulla reale funzionalità delle nuove strutture
Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute
È sulla reale efficacia del potenziamento territoriale previsto dal PNRR che si è sviluppato il confronto istituzionale tra la deputata PD Ilenia Malavasi e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
L’interrogazione, discussa in Commissione Affari Sociali della Camera, ha posto l’accento non tanto sul numero delle strutture avviate, quanto sulla loro effettiva funzionalità.
Secondo Malavasi, manca una rendicontazione chiara e disaggregata: Si continua a fornire il dato aggregato di 1.225 Case della Comunità e 368 Ospedali di Comunità senza specificare quante siano davvero operative, dotate di servizi attivi e personale in servizio. Non basta dire che le strutture sono state inaugurate: occorre verificare cosa accade dentro quelle mura
.
Obiettivi superati, risorse in linea con il cronoprogramma
A replicare è stato Marcello Gemmato, che ha rivendicato il superamento dei target fissati a livello europeo. Alla data attuale risultano attivate 1.225 Case della Comunità (pari al +18% del target previsto entro giugno 2026) e 368 Ospedali di Comunità (+20%). Un traguardo, ha precisato, verificabile attraverso la piattaforma ReGiS, dove sono registrati oltre 10.100 interventi.
Sul piano economico, il sottosegretario ha ricordato che la Missione 6 del PNRR dispone di 15,6 miliardi di euro, dei quali sono stati già utilizzati 4,5 miliardi (pari al 29% delle risorse). Questo dato, ha sottolineato, è coerente con la tempistica prevista, che prevede il picco di spesa tra fine 2025 e 2026.
Per rafforzare il monitoraggio e supportare le Regioni nell’attuazione, è stata istituita una Cabina di Regia interministeriale, che coinvolge anche MEF e Agenzia per la Coesione.
La richiesta di trasparenza su qualità dell'attuazione
Malavasi ha ribadito che il nodo centrale non riguarda la quantità, ma la qualità dell’attuazione. Le strutture previste dal DM77 non devono essere semplici contenitori edilizi, ma centri di erogazione reale di cure primarie, infermieristiche, prestazioni diagnostiche e assistenza domiciliare integrata.
Molte di queste Case non hanno ancora équipe multidisciplinari, non sono accessibili h24, o non hanno i servizi minimi attesi. C’è il rischio di considerare raggiunti obiettivi che sul campo, per i cittadini, restano lontani
, ha dichiarato la deputata dem.
Da qui la richiesta di una mappatura dettagliata, pubblica, consultabile, che consenta di verificare Regione per Regione quali strutture siano effettivamente attive e con quali servizi.
Le sfide dei prossimi mesi: personale, governance e integrazione
Se la parte infrastrutturale del PNRR ha raggiunto risultati concreti, il passaggio decisivo sarà rendere quelle strutture davvero operative. La presenza di medici, infermieri di comunità, assistenti sociali e altri professionisti è ancora disomogenea sul territorio. La stessa attuazione dei modelli organizzativi previsti dal DM77 presenta ritardi e resistenze, in parte legate a carenze di personale, in parte a problemi di coordinamento tra livelli istituzionali.
Il monitoraggio dei prossimi mesi sarà quindi cruciale. Non solo per dimostrare all’Europa il rispetto degli obiettivi finanziari, ma soprattutto per rispondere ai bisogni di prossimità, cronicità e fragilità che la riforma si proponeva di affrontare.