Esclusività medica a bordo campo: lo sport ignora l'Infermiere
Sul campo non si fa diagnosi, si valuta e si decide
Un giocatore resta a terra dopo uno scontro aereo. Nei primi dieci minuti nessuno formula una diagnosi. Si guarda se respira, si controlla il circolo, si immobilizza il rachide se il meccanismo lo impone, si valuta la coscienza, si tampona un'emorragia. Poi arriva l'unica decisione che conta: l'atleta resta lì oppure parte l'attivazione dell'emergenza territoriale.
Questa sequenza ha un nome che gli infermieri conoscono bene: valutazione primaria, stabilizzazione, triage. È il lavoro quotidiano di chi opera in pronto soccorso e sui mezzi di soccorso, con protocolli ABCDE, BLSD e PTC. La Legge 42/1999 ha abolito il mansionario e ha stabilito che il campo di attività dell'infermiere si definisce per profilo professionale, ordinamento didattico e codice deontologico (1). Il DM 739/1994 gli attribuisce la responsabilità dell'assistenza generale infermieristica e prevede la formazione post-base in area critica (2).
Nessuna norma statale italiana riserva al medico la valutazione e la stabilizzazione di un trauma sul campo di gioco. Quel vincolo non sta nelle leggi: sta nei regolamenti federali, ed è lì che va discusso.
Le regole italiane: o il medico o l'ambulanza, mai l'infermiere
La Lega Nazionale Dilettanti, con il Comunicato Ufficiale n. 7 del 1° luglio 2025, chiede alle società di Eccellenza e delle competizioni nazionali collegate di designare «un medico o, in alternativa, di avere ai bordi del campo di gioco una ambulanza con defibrillatore». Dalla Promozione in giù la stessa presenza è soltanto raccomandata, mentre il defibrillatore e chi sa usarlo restano obbligatori ovunque, come impone il DM 24 aprile 2013 (3, 4).
La pallavolo va oltre. Le circolari di indizione dei campionati regionali di Serie C e D fissano un solo obbligo sanitario: il defibrillatore e «una persona maggiorenne in possesso di valida abilitazione» al suo utilizzo, che «può essere anche qualsiasi tesserato», dirigente in panchina, addetto all'arbitro o segnapunti (5). Senza quella persona la gara non si disputa. Il basket gradua per categoria: medico o autoambulanza in Serie B Interregionale, Serie C maschile e Serie B femminile, presenza solo raccomandata più in basso (6). Il rugby pretende il medico di campo e ammette nel recinto di gioco medico, massaggiatore e fisioterapista (7).
Quattro federazioni, quattro soluzioni diverse, e in nessuna compare la parola infermiere: si parla di "medico", di "ambulanza", di "addetto abilitato all'uso del DAE". Il paradosso è servito. Su un campo di Serie C un infermiere di area critica con quindici anni di pronto soccorso vale quanto chiunque abbia fatto il corso da otto ore.
In Inghilterra l'infermiere sta a bordo campo da anni
Chi sostiene che l'idea sia estemporanea dovrebbe leggere i requisiti dei corsi della Football Association inglese. L'accesso all'Advanced Trauma Medical Management in Football, la qualifica di livello più alto per il soccorso in campo, è aperto a chi è medico registrato al GMC, fisioterapista o paramedico registrato all'HCPC e, testualmente, a chi sia «a practicing nurse registered with the NMC» (8). Identica formulazione per il livello intermedio (9).
Nel rugby, l'Advanced Immediate Care in Rugby di World Rugby si rivolge a «doctors, nurses, paramedics, physiotherapists» e agli altri professionisti sanitari registrati (10). La Rugby Football Union, per il rugby di base, elenca fra le figure accettabili a bordo campo i medici GMC, gli infermieri NMC e i paramedici HCPC, con un avvertimento che vale anche da noi: essere un professionista sanitario non basta, serve la qualifica specifica per quel ruolo (11).
Il quadro però non è uniforme. La Rugby Football League, per il suo IMMOFP, ammette medici, paramedici e fisioterapisti e non nomina gli infermieri (12). E dove l'apertura esiste riguarda l'accesso alla formazione: a decidere chi sta in panchina resta il regolamento della competizione.
Il progetto FIFA football nurse e le evidenze disponibili
Sul piano scientifico l'ipotesi ha un nome. Nel 2023 PLOS ONE ha pubblicato il protocollo di FIFA football nurse, un trial randomizzato a cluster su 24 squadre di calcio femminile dilettantistico in Malawi: dodici infermieri formati con i manuali FIFA seguono le squadre per la valutazione in campo, il supporto vitale di base e l'invio in ospedale. Il razionale è il task sharing: dove mancano i medici dello sport, gli infermieri sono la categoria sanitaria più numerosa e reggono i servizi dalla comunità al terzo livello (13). I risultati non risultano ancora pubblicati: il concetto è documentato, l'efficacia no. Va nella stessa direzione uno studio qualitativo del 2024 che individua nella sports nursing un'area di competenza infermieristica autonoma (14).
C'è poi l'evidenza che pesa più di tutte, e non riguarda chi indossa il camice. L'analisi video di 29 arresti cardiaci non traumatici durante attività sportiva, pubblicata su Sports Medicine - Open, mostra che rianimazione entro tre minuti e defibrillazione precoce si associano alla sopravvivenza di tutti i casi trattati, mentre l'assenza di compressioni e di scarica si associa alla morte in 14 casi su 29 (15). Le raccomandazioni sull'emergency action plan nello sport fissano il primo shock entro tre minuti dal collasso e chiedono che tutti i potenziali soccorritori siano formati (16). Quello che salva un atleta è il tempo, non la qualifica di chi arriva.
La domanda vera, allora, è se cambiare la composizione della squadra di soccorso cambi gli esiti. Una scoping review pubblicata su Emergency Care Journal, che ha mappato 25 studi selezionati su 4.779 record, non trova un modello di equipaggio sistematicamente superiore agli altri: il vantaggio dei team medicalizzati emerge nei traumi ad alta complessità e negli arresti cardiaci traumatici, mentre nei sistemi scandinavi gli infermieri di area critica ottengono esiti di sopravvivenza sovrapponibili (17, 18). Quello che pesa è l'interazione fra competenze del team e organizzazione del sistema. Trasferito a bordo campo, il ragionamento regge solo se il sistema c'è: protocolli scritti, allertamento rapido, ospedale di riferimento.
Cosa cambierebbe per le società e per la professione
Per una società di Eccellenza il medico di gara è un costo settimanale e un problema di reperibilità, in un Paese che i medici non trova nemmeno per i pronto soccorso. L'ambulanza a noleggio, l'alternativa oggi più praticata, presidia l'arresto cardiaco e il trasporto, non la rivalutazione di una distorsione o di un trauma cranico minore lungo novanta minuti.
Un infermiere con BLSD in corso di validità e formazione sul trauma extraospedaliero copre proprio quello spazio vuoto: osserva l'atleta, lo rivaluta, decide se rientra, se va accompagnato in pronto soccorso o se serve il 118. Per la professione si apre un'area libero-professionale nuova.
La proposta da portare alle federazioni modificherebbe il regolamento attuale con: è obbligatoria la presenza del medico di gara oppure di un infermiere iscritto all'albo, in possesso di certificazione BLSD e di formazione nella gestione del trauma extraospedaliero.
La domanda da girare alle federazioni è se convenga di più una raccomandazione disattesa o un professionista sanitario presente, formato e finalmente nominato.
Revisione del linguaggio ottenuto con IA.
Fonti
- Legge 26 febbraio 1999, n. 42. Disposizioni in materia di professioni sanitarie. GU Serie Generale n. 50 del 2 marzo 1999. Disponibile su: gazzettaufficiale.it
- DM 14 settembre 1994, n. 739. Profilo professionale dell'infermiere. GU n. 6 del 9 gennaio 1995. Disponibile su: gazzettaufficiale.it
- Lega Nazionale Dilettanti, Comitato Regionale Abruzzo. Comunicato Ufficiale n. 1, stagione 2025/2026, che richiama il C.U. LND n. 7 del 1° luglio 2025 sull'assistenza medica. Disponibile su: abruzzo.lnd.it
- DM Salute 24 aprile 2013. Linee guida sulla dotazione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici. GU Serie Generale n. 169 del 20 luglio 2013. Disponibile su: gazzettaufficiale.it
- FIPAV Comitato Regionale Piemonte. Circolare di indizione campionati regionali Serie C e D 2025/2026, 15 luglio 2025. Disponibile su: piemonte.federvolley.it
- FIP Comitato Regionale Lombardia. Disposizioni Organizzative Annuali Regionali 2025/2026. Disponibile su: lombardia.fip.it
- Federazione Italiana Rugby. Regolamento dell'Attività Sportiva, artt. 7, 10 e 18. Disponibile su: federugby.it
- The Football Association. Advanced Trauma Medical Management in Football, entry requirements [Internet]. Disponibile su: learn.englandfootball.com
- The Football Association. Intermediate Trauma Medical Management in Football, entry requirements [Internet]. Disponibile su: learn.englandfootball.com
- World Rugby. Advanced Immediate Care in Rugby [Internet]. Disponibile su: passport.world.rugby
- Rugby Football Union. Community Rugby: Pitch-Side First Aid and Immediate Care Provision. Disponibile su: kent-rugby.org
- Rugby Football League. Immediate Medical Management on the Field of Play [Internet]. Disponibile su: rugby-league.com
- Mkumbuzi NS, Massey A, Lubega SK, Sorowen B, Chisati EM. FIFA football nurse: a task sharing approach in sports and exercise medicine practice in grassroots women's football in low- and middle-income settings. A study protocol for a cluster randomised controlled trial. PLoS One. 2023;18(9):e0278428. Disponibile su: journals.plos.org
- Yusuf A, Aditya RS, Sulistyorini A, et al. Stakeholder recommendations for sports-focused undergraduate nursing curriculum: a qualitative study. Adv Med Educ Pract. 2024;15:1-13. Disponibile su: dovepress.com
- Panhuyzen-Goedkoop NM, Wellens HJ, Verbeek ALM, Piek JJ, Peters RJG. Immediate bystander cardiopulmonary resuscitation to sudden cardiac arrest during sports is associated with improved survival: a video analysis. Sports Med Open. 2021;7(1):51. Disponibile su: link.springer.com
- Pelto HF, Drezner JA. Design and implementation of an emergency action plan for sudden cardiac arrest in sport. J Cardiovasc Transl Res. 2020;13(3):331-338. Disponibile su: link.springer.com
- Rubino A, Lucenti E, Alboreo C, et al. Prehospital team composition and mortality: a scoping review. Emerg Care J. 2026 [online ahead of print]. DOI: 10.4081/ecj.2026.14925. Disponibile su: pagepressjournals.org

