West Nile, la Regione Piemonte a Nurse24: “virus ormai endemico”
La circolazione virale è aumentata rispetto al 2025?
L’Assessorato chiarisce anzitutto un punto di metodo: “Il virus è endemico e segnalato annualmente nelle specie recettive, per quanto riguarda la sorveglianza veterinaria (zanzare, avifauna, equidi), in tutte le province piemontesi”. Trattandosi di una malattia trasmessa da vettori, i focolai epidemici risentono di fattori ambientali e climatici stagionali. Stagioni particolarmente favorevoli alla diffusione si erano già verificate nel 2018 (17 pool di zanzare positivi e 19 esemplari di avifauna), nel 2022 (38 pool e 12 esemplari) e nel 2023 (6 pool e 25 esemplari). Sull’incremento in corso la Regione invita alla cautela interpretativa. Le trappole entomologiche positive quest’anno sono 9, contro le 3 dello stesso periodo del 2025, ma il dato riflette anche un cambio di protocollo: “Nel 2026 la sorveglianza di WN nelle zanzare, che veniva interrotta una volta individuata una positività nel 2025, continua per valutare con maggiore accuratezza il livello di diffusione”. Cerchi di più, trovi di più. Lo stesso vale per gli uccelli: 13 esemplari confermati dal Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche (CESME) più 3 sospetti, a fronte di 6 casi confermati nello stesso periodo del 2025. Anche qui l’Assessorato pesa il dato: risulta influenzato dalla capacità delle singole province di catturare le specie target nella sorveglianza attiva, con campionamenti in aumento ma non ancora omogenei per periodo e territorio. Sugli equidi, invece, la disponibilità del vaccino e la maggiore sensibilizzazione dei proprietari hanno ridotto le notifiche dal 2018, con una positività che la Regione stessa ritiene sottostimata.Sono previsti interventi straordinari di disinfestazione?
La risposta descrive un meccanismo già codificato dal Piano Nazionale Arbovirosi, che attiva un flusso di notifica e coordinamento all’insorgenza di un focolaio. Quando emerge una positività umana, la riduzione del rischio è affidata a IPLA SpA. Attraverso la geolocalizzazione del caso, l’ente valuta nel raggio di 200 metri dall’abitazione la presenza di focolai larvali domestici e non, e la vicinanza di siti sensibili come scuole e RSA, allargando il perimetro se i casi aumentano. Gli interventi consistono in bonifiche ambientali e trattamenti prevalentemente larvicidi, accompagnati da attività informative sulla popolazione. Queste azioni si sommano a quelle ordinarie dei progetti di lotta alle zanzare concordati con i Comuni aderenti, previsti dalla legge della Regione Piemonte 24 ottobre 1995, n. 75.Quali indicazioni arrivano a medici e infermieri?
Il riferimento operativo è la Circolare del Ministero della Salute prot. 1510 del 28 aprile 2026, trasmessa alle aziende sanitarie regionali e ai medici di medicina generale. Il documento richiama i criteri clinici compatibili e fortemente suggestivi di infezione, distinti per singola arbovirosi, così da alzare la soglia di attenzione dei clinici nei percorsi diagnostico-terapeutici. Definisce inoltre i criteri epidemiologici per distinguere i casi importati da quelli autoctoni. Le ulteriori indicazioni ministeriali recepite dal Piemonte puntano su tre direttrici:- rafforzare la sorveglianza in termini di completezza dei flussi informativi,tempestività della diagnosi virologica e notifica dei casi positivi;
- potenziare informazione alla popolazione e formazione degli operatori;
- rafforzare la sorveglianza delle specie invasive nei punti di ingresso.
Come si manifesta l’infezione da West Nile virus
Il WNV si trasmette all’uomo attraverso la puntura di zanzare del genere Culex, che si infettano pungendo uccelli selvatici serbatoio. L’uomo e il cavallo sono ospiti a fondo cieco: non alimentano il ciclo. Restano possibili, e per questo sorvegliate, le vie di trasmissione da trasfusione, trapianto d’organo, passaggio transplacentare e allattamento. Il periodo di incubazione va da 2 a 14 giorni, con possibili prolungamenti fino a tre settimane nei soggetti immunodepressi.| Complicanza | Frequenza | Manifestazioni |
| Infezione asintomatica | Circa 80% | Nessun sintomo; intercettabile solo dalla sorveglianza sui donatori |
| Febbre West Nile | Circa 20% | Febbre, cefalea, mialgie, astenia marcata, nausea, talora rash cutaneo e linfoadenopatia; risoluzione in pochi giorni, astenia più prolungata |
| Malattia neuroinvasiva | Meno dell’1% | Meningite, encefalite, paralisi flaccida acuta simil-poliomielitica; letalità concentrata negli over 65 |
Fonti
- Istituto superiore di sanità, EpiCentro. La sorveglianza dei casi umani di infezione da West Nile virus, Bollettino n. 2 del 6 agosto 2026.
- Ministero della Salute. Circolare prot. 1510 del 28 aprile 2026 - DGEME - MDS - P, “Arbovirosi, stagione vettoriale 2026. Prevenzione, sorveglianza ed interventi in risposta alla circolazione delle arbovirosi oggetto di sorveglianza del Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi, PNA 2020-2025”.
- Ministero della Salute. West Nile, attività di sorveglianza, monitoraggio dei casi e informazione al cittadino.
- Regione Piemonte. Legge regionale 24 ottobre 1995, n. 75, “Lotta alle zanzare”.
- Regione Piemonte, Assessorato alla Sanità. Risposte scritte fornite in esclusiva alla redazione di Nurse24, agosto 2026.

