La sorveglianza europea SSI 2023
Per prevenirle e controllarle efficacemente é necessario disporre di sistemi di sorveglianza che raccolgano dati secondo criteri condivisi
Nel 2023, dodici Stati membri dell’Unione Europea (UE) e un Paese dello Spazio economico europeo hanno segnalato 6.254 SSI nell’ambito della sorveglianza di 421.397 procedure chirurgiche appartenenti a nove tipologie di intervento: bypass aorto-coronarico, colecistectomia laparoscopica e open, chirurgia del colon laparoscopica e open, taglio cesareo, protesi d’anca, protesi di ginocchio e laminectomia.
Il rapporto ha utilizzato due indicatori epidemiologici: la densità di incidenza delle SSI durante il ricovero per 1.000 giornate di degenza post-operatoria (SSI identificate esclusivamente durante la degenza) e la percentuale di SSI per 100 interventi (SSI diagnosticate durante il ricovero e dopo la dimissione). (2)
Frequenza e distribuzione delle SSI
La percentuale di SSI varia considerevolmente secondo la tipologia di intervento, dallo 0,4% dopo laminectomia al 10,2% dopo chirurgia open del colon. In quest’ultima procedura, il 5,8% degli interventi risulta associato a una SSI profonda o d’organo/spazio.
Differenze emergono anche confrontando le procedure laparoscopiche e chirurgia open. Nella chirurgia del colon le SSI risultano nel 5,7% degli interventi laparoscopici e nel 10,2% di quelli open; nella colecistectomia le percentuali sono rispettivamente dell’1,5% e del 3,3%.
Delle 6254 SSI segnalate, 2315 (37,0%) sono superficiali, 1713 (27,4%) profonde e 2206 (35,3%) infezioni d’organo/spazio. Le infezioni profonde o d’organo/spazio rappresentano complessivamente il 24% delle SSI dopo taglio cesareo, mentre raggiungono il 79% dopo protesi di ginocchio e l’83% dopo protesi d’anca. (2)
Caratteristiche dei pazienti e delle procedure
Le caratteristiche dei pazienti e degli interventi inclusi nella sorveglianza sono sintetizzate nella Tabella 1.
| Procedura chirurgica | Età mediana (anni) | Durata intervento (minuti) | Degenza post-operatoria (giorni) | Interventi urgenti (%) | Mortalità intraospedaliera o post operatoria (%) | Profilassi antibiotica preoperatoria (%) |
| Bypass aorto-coronarico | 68 | 212 | 9 | 13,3 | 2,2 | 96,2 |
| Colecistectomia laparoscopica | 57 | 58 | 3 | 22,6 | 0,1 | 35,0 |
| Colecistectomia open | 68 | 84 | 6 | 30,3 | 0,9 | 54,0 |
| Chirurgia laparoscopica del colon | 68 | 148 | 7 | 10,9 | 2,2 | 85,1 |
| Chirurgia open del colon | 71 | 135 | 11 | 36,5 | 7,6 | 86,4 |
| Taglio cesareo | 32 | 39 | 4 | 47,1 | 0 | 84,6 |
| Protesi d’anca | 72 | 65 | 6 | 22,0 | 1,5 | 96,1 |
| Protesi di ginocchio | 70 | 70 | 6 | 1,1 | 0,1 | 98,9 |
| Laminectomia | 59 | 64 | 4 | 6,8 | 0,3 | 95,4 |
Tabella 1. Caratteristiche delle procedure chirurgiche incluse nella sorveglianza europea HAI-Net SSI (EU/SEE, 2023). Dati adattati da ECDC (2).
Il ruolo della sorveglianza post-dimissione
Il 31% delle SSI è stato identificato durante il ricovero e il 62% dopo la dimissione; per il restante 7% la data di dimissione non disponibile. La quota di infezioni diagnosticate durante il ricovero varia considerevolmente dal 77% nella chirurgia del colon open all’8% nelle protesi di ginocchio.
Alla luce dei due indicatori epidemiologici utilizzati per la sorveglianza – la densità di incidenza, che considera esclusivamente le SSI identificate durante il ricovero, e la percentuale di SSI per 100 interventi, che comprende tutte le infezioni diagnosticate durante il ricovero e dopo la dimissione – questo dato assume particolare rilevanza. Solo 6 dei 13 Paesi hanno fornito informazioni dettagliate sulle modalità adottate per la sorveglianza post-dimissione, comprendenti la segnalazione del paziente, del chirurgo o del medico di medicina generale e l’identificazione dell’infezione in occasione di una riammissione.
Secondo ECDC, queste differenze possono influenzare l’identificazione delle SSI e devono essere considerate nell’interpretazione e nel confronto dei dati tra i diversi sistemi di sorveglianza. (2)
I dati microbiologici
Nove Paesi partecipanti hanno trasmesso informazioni microbiologiche relative a 4.989 microrganismi isolati da pazienti con SSI.
Un microrganismo è stato identificato nel 50% delle infezioni superficiali, nell’80,6% delle profonde e nel 76,5% di quelle d’organo/spazio. I microrganismi isolati più frequentemente erano Staphylococcus aureus (18,0%), stafilococchi coagulasi-negativi (16,9%), Escherichia coli (12,6%) ed Enterococcus spp. (12,4%).
Nella chirurgia del colon, le Enterobacterales rappresentano il gruppo di microrganismi più frequentemente segnalato, in particolare Escherichia coli; nelle altre procedure prevalevano i cocchi Gram-positivi, in particolare Staphylococcus aureus e gli stafilococchi coagulasi-negativi.
Secondo l’ECDC, la conferma microbiologica può ridurre la variabilità legata alle differenti soglie diagnostiche cliniche e migliorare la comparabilità dei risultati tra sistemi di sorveglianza, soprattutto delle SSI profonde e d’organo/spazio. (2)
Dagli esiti ai processi: gli indicatori di prevenzione.
Il rapporto richiama l’attenzione sugli indicatori di struttura e di processo per la prevenzione delle SSI, introdotti nel protocollo europeo HAI-Net SSI. Questi indicatori affiancano agli indicatori di esito informazioni sulle pratiche organizzative e assistenziali adottate per la prevenzione delle infezioni e comprendono misure preventive quali: profilassi antibiotica perioperatoria, preparazione antisettica della cute, tricotomia, normotermia e controllo perioperatorio della glicemia. (3)
Nel 2023 tali dati relativi agli indicatori di struttura e di processo sono stati trasmessi da un solo Paese e, per questo motivo, non sono stati inclusi nell’analisi dei risultati. ECDC prospetta future modalità di raccolta sistematica di questi indicatori che potrebbero contribuire a interpretare i risultati epidemiologici e a valutare non soltanto la frequenza delle SSI, ma anche l’applicazione delle principali strategie di prevenzione. (2)
Limiti del report
Nel 2023 hanno trasmesso dati soltanto 13 Paesi dell’UE meno della metà degli Stati dell’area. Differenze nel numero di ospedali partecipanti, nella rappresentatività nazionale, nelle modalità di sorveglianza post-dimissione, nelle procedure chirurgiche sorvegliate e nella completezza dei dati raccolti possono influenzare il confronto dei risultati tra i diversi sistemi di sorveglianza. (2)
Prospettive future
La sorveglianza rappresenta uno degli strumenti fondamentali per la prevenzione e il controllo delle HAI, poiché consente di monitorare l’andamento epidemiologico delle SSI e di valutare nel tempo l’efficacia delle misure di prevenzione adottate.
Secondo l’ECDC, il rafforzamento della sorveglianza europea richiederà una più ampia partecipazione dei Paesi, una maggiore rappresentatività nazionale, una migliore armonizzazione della sorveglianza post-dimissione e una maggiore completezza dei dati raccolti. Il rapporto evidenzia inoltre la necessità di integrare stabilmente gli indicatori di struttura e di processo nella sorveglianza delle SSI così da mettere in relazione le pratiche di prevenzione con gli esiti osservati.
Infine il recente aggiornamento del protocollo HAI-Net SSI e il maggior utilizzo dei dati microbiologici potranno favorire sistemi di sorveglianza sempre più standardizzati e, in prospettiva, anche automatizzati, in particolare per le SSI profonde e d’organo/spazio. (2)
L’Italia e la sorveglianza SSI
L’Italia non figura tra i Paesi che hanno trasmesso i dati utilizzati per il rapporto epidemiologico ECDC 2023, nel nostro Paese è tuttavia disponibile il protocollo nazionale SNICh2 – Sorveglianza nazionale delle infezioni del sito chirurgico e indicatori di prevenzione negli ospedali, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e sviluppato in coerenza con il protocollo europeo HAI-Net SSI.
Il protocollo definisce criteri standardizzati per la sorveglianza delle infezioni del sito chirurgico e per la raccolta degli indicatori di prevenzione, con l’obiettivo di favorire la confrontabilità dei risultati a livello regionale, nazionale ed europeo. (4)

