Caso Fakir, le società scientifiche: "No a conclusioni senza evidenze"

Scritto il 27/07/2026
da Redazione

Le principali società scientifiche dell'emergenza-urgenza e dell'area critica intervengono sul caso della morte di Abderrahim Fakir con un position paper congiunto che invita a evitare conclusioni affrettate e a non trasformare una tragedia in uno scontro tra professioni o modelli organizzativi. Il documento, sottoscritto da nove società scientifiche, chiede che ogni valutazione sia fondata sulle evidenze e sugli accertamenti ancora in corso. Secondo gli estensori del documento, attribuire il decesso all'assenza del medico fin dalle prime fasi dell'intervento non è, allo stato attuale, una conclusione supportata da elementi scientifici. L'invito è a rispettare il lavoro della magistratura e delle verifiche tecnico-sanitarie prima di individuare eventuali responsabilità.

Servono evidenze, non conclusioni anticipate

Nel position paper le società scientifiche ricordano che ogni evento avverso deve essere analizzato attraverso la documentazione clinica, le registrazioni della Centrale Operativa, gli esiti autoptici e la ricostruzione completa della sequenza degli eventi.

Stabilire se un evento fosse evitabile richiede l'analisi completa della documentazione clinica, delle registrazioni della Centrale Operativa, degli esiti autoptici e dell'intera sequenza temporale degli eventi. Anticipare tali conclusioni significa sostituire le opinioni alle evidenze.

L'emergenza-urgenza è un lavoro di squadra

Il documento sottolinea come la gestione di una persona con grave agitazione psicomotoria rappresenti uno degli scenari più complessi dell'emergenza territoriale, coinvolgendo Centrali Operative, equipaggi del 118, Pronto soccorso, specialisti, Forze dell'Ordine e volontari del soccorso.

Per questo motivo, ridurre la discussione alla presenza o meno di una singola figura professionale significa, secondo le società scientifiche, semplificare una realtà organizzativa molto più articolata. La letteratura internazionale dimostra infatti che modelli medicalizzati, infermieristici o misti possono garantire risultati efficaci quando supportati da protocolli condivisi, formazione continua e integrazione multiprofessionale.

No allo scontro tra professioni

Uno dei passaggi centrali del documento riguarda il richiamo a evitare contrapposizioni tra categorie professionali.

Le società scientifiche ribadiscono che la qualità del sistema dell'emergenza non dipende dalla prevalenza di una professione sull'altra, ma dalla capacità di integrare competenze diverse e attivare, caso per caso, la risorsa più appropriata per rispondere ai bisogni della persona assistita.

L'obiettivo, sottolineano i firmatari, deve essere quello di imparare dagli eventuali errori per rafforzare la sicurezza delle cure, senza utilizzare una vicenda ancora oggetto di accertamenti per sostenere interessi di categoria o modelli organizzativi precostituiti.

Nel documento le società scientifiche chiedono che l'analisi dell'accaduto contribuisca a migliorare l'intero sistema dell'emergenza-urgenza attraverso formazione, protocolli condivisi e maggiore integrazione tra tutti gli attori coinvolti.

Il position paper si conclude con un messaggio rivolto sia alle istituzioni sia all'opinione pubblica: la morte di una persona deve essere affrontata con rigore, rispetto e responsabilità, affinché dagli accertamenti possano nascere interventi capaci di rafforzare la sicurezza delle cure e la fiducia dei cittadini nel sistema dell'emergenza.