Infermiere in ambulanza: primo livello come il medico

Scritto il 18/05/2026
da Davide Alborino

Chi c'è a bordo dell'ambulanza influenza davvero la sopravvivenza del paziente? Una scoping review internazionale, firmata da ricercatori italiani, analizza 25 studi e risponde in modo sorprendente: nessun modello di equipaggio supera sistematicamente gli altri. E il ruolo dell'infermiere in ambulanza emerge come determinante, spesso sottovalutato.

Sistemi di emergenza

infermiere ambulanza

In Italia come nel resto del mondo, i sistemi di emergenza territoriale lavorano con equipaggi molto diversi: medico, infermiere, paramedico o combinazioni tra questi.

La pressione economica e la carenza di personale hanno spinto molti sistemi a ridurre la presenza medica sistematica, espandendo il ruolo dell'infermiere avanzato.

Ma questa scelta costa vite umane? I ricercatori hanno mappato la letteratura dal 2000 al luglio 2025, su PubMed, CINAHL, Web of Science, ProQuest e Scopus. Da 4.779 record iniziali, sono stati selezionati 25 studi per l'analisi finale.

Infermieri e paramedici sono sovrapponibili

Nei sistemi scandinavi, infermieri di area critica affiancati a paramedici hanno ottenuto esiti di sopravvivenza sovrapponibili ai team medicalizzati, con un impatto positivo sulla qualità della valutazione clinica e della documentazione.

In Brasile, nel sistema SAMU, i team infermiere-medico e infermiere-paramedico hanno mostrato mortalità confrontabili, anche quando i primi venivano inviati preferenzialmente ai casi più critici.

Nello STEMI, i team con paramedici hanno dimostrato risultati simili a quelli medicalizzati dopo aggiustamento per rischio.

Conta il sistema

La conclusione più importante della review è anche la più scomoda: la composizione del team da sola non basta.

La mortalità dipende dall'interazione tra competenze del team e organizzazione del sistema. Dispatch preciso, tempi di percorrenza, protocolli standardizzati e accesso a centri trauma di riferimento pesano quanto, o più , di chi siede nell'ambulanza.

Un infermiere ben formato, inserito in un sistema maturo con governance clinica solida, può ottenere gli stessi risultati di un team medicalizzato.

Cosa cambia per il 112 italiano

Il sistema 112 italiano è fortemente eterogeneo: si va dall'ambulanza medicalizzata H24 all'equipaggio infermieristico avanzato, con differenze marcate tra regione e regione.

Questa review offre argomenti scientifici solidi per discutere il futuro del personale nell'emergenza territoriale. Non si tratta di togliere il medico dall'ambulanza.

Si tratta di riconoscere che l'infermiere di emergenza formato, inserito in un sistema ben organizzato, non è un ripiego: è una risorsa clinica di primo livello.

Gli autori concludono chiedendo indicatori di qualità standardizzati, studi comparativi più robusti e una valutazione degli outcome che vada oltre la sola mortalità. Una sfida metodologica, ma anche una battaglia culturale che la professione infermieristica italiana conosce bene.