Giornata mondiale della salute mentale 2026: ascoltare per cambiare le cure

Scritto il 10/10/2026
da Chiara Sideri

Circa 1,2 miliardi di persone nel mondo convivono con un disturbo mentale, ma l'accesso a cure appropriate rimane una sfida per i sistemi sanitari. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) richiama l'attenzione sulla necessità di riconoscere il valore delle esperienze vissute dalle persone con problemi di salute mentale. [1] Dall’assistenza territoriale al supporto psicologico nei percorsi di procreazione medicalmente assistita, fino alle iniziative di inclusione sociale, emerge un obiettivo comune: costruire servizi capaci non soltanto di curare, ma anche di ascoltare, coinvolgere e accompagnare le persone.

Salute mentale, i numeri dell'OMS

La salute mentale rappresenta una componente essenziale della salute generale e non coincide esclusivamente con l'assenza di disturbi psichiatrici. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, comprende una condizione di benessere che consente alle persone di affrontare le difficoltà quotidiane, sviluppare le proprie capacità, lavorare, apprendere e partecipare alla vita della comunità [1].

I dati aggiornati dall'OMS nel settembre 2026 indicano che nel 2023 circa 1,2 miliardi di persone, quasi una su sette a livello mondiale, vivevano con un disturbo mentale. I disturbi d'ansia e quelli depressivi figurano tra le condizioni più diffuse, con conseguenze che possono interessare la qualità della vita, le relazioni sociali e la capacità di svolgere le attività quotidiane [2].

Anche nella Regione europea dell'OMS il fenomeno assume dimensioni rilevanti. Secondo i dati diffusi nel gennaio 2026, circa 140 milioni di persone, una su sei, convivono con un problema di salute mentale. Nonostante la disponibilità di interventi efficaci, una parte significativa della popolazione continua a incontrare difficoltà nell'accesso all'assistenza [3].

Le criticità non riguardano soltanto la disponibilità di professionisti e servizi. Stigma, discriminazione, disuguaglianze sociali e difficoltà economiche possono contribuire a ostacolare il riconoscimento dei bisogni e la ricerca di un sostegno appropriato.

Ascoltare per cambiare

“Lived experiences heard: real voices, real change”, ovvero “Ascoltare le esperienze vissute: voci autentiche, cambiamenti reali”, è il tema della Giornata mondiale della salute mentale 2026.

La campagna promossa dall'OMS pone al centro il contributo delle persone che vivono o hanno vissuto problemi di salute mentale, sottolineando come la loro esperienza rappresenti una forma di conoscenza fondamentale per migliorare i sistemi di assistenza [4].

L'obiettivo non è limitarsi alla raccolta di testimonianze, ma favorire una partecipazione effettiva alla progettazione, all'organizzazione e alla valutazione dei servizi.

Secondo il Mental Health Atlas 2024, richiamato dall'OMS in occasione della ricorrenza, il 45% dei Paesi rispondenti ha dichiarato una collaborazione continuativa con persone con esperienza diretta di problemi di salute mentale e con associazioni di familiari o caregiver nella pianificazione, erogazione o valutazione degli interventi [4].

Ascoltare significa quindi riconoscere alla persona un ruolo attivo nelle decisioni che riguardano la propria salute, valorizzandone bisogni, preferenze e aspettative all'interno del percorso assistenziale.

Dall'ospedale al territorio

Uno dei temi centrali della Giornata mondiale della salute mentale 2026 riguarda il rafforzamento dell'assistenza territoriale.

Alla vigilia della ricorrenza, l'OMS ha richiamato l'attenzione sulla necessità di favorire la transizione dai modelli di assistenza psichiatrica istituzionale verso servizi di salute mentale e assistenza sociale organizzati nella comunità [5].

Secondo i dati del Mental Health Atlas 2024, soltanto il 9% dei Paesi che hanno partecipato alla rilevazione ha completato il passaggio a modelli di assistenza territoriale, mentre il 53% si trova ancora nelle fasi iniziali di questa trasformazione [5].

Il cambiamento proposto dall'OMS non consiste semplicemente nel ridurre il ricorso alle strutture residenziali o ai ricoveri prolungati. Richiede la costruzione di una rete integrata di servizi sanitari e sociali, capace di garantire continuità assistenziale, sostegno alla vita quotidiana e opportunità di partecipazione sociale.

In questa prospettiva, la qualità delle cure non può essere valutata esclusivamente attraverso il controllo dei sintomi, ma deve considerare anche autonomia, qualità della vita, relazioni e possibilità di inclusione nella comunità.

PMA, l'appello per il sostegno psicologico

Garantire un supporto psicologico strutturato e stabilmente inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per le persone che affrontano percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA). È la richiesta avanzata dalla Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.) in occasione della Giornata mondiale della salute mentale.

A richiamare l'attenzione sul tema è Ermanno Greco, presidente della S.I.d.R. e professore di Ginecologia e Ostetricia all'Università UniCamillus di Roma, che sottolinea la necessità di riconoscere il benessere psicologico come componente integrante dell'assistenza riproduttiva.

«Il benessere psicologico non può essere considerato come un lusso a carico del paziente», afferma Greco, rivolgendo alle istituzioni un appello affinché il sostegno psicologico sia garantito in modo sistematico durante i trattamenti.

Secondo il presidente della S.I.d.R., l'infertilità e il ricorso alla PMA possono comportare un carico emotivo significativo, legato all'incertezza degli esiti, alla pressione del tempo e alla difficoltà di affrontare eventuali insuccessi.

«Il percorso della PMA e le problematiche legate all'infertilità possono trasformarsi in un tabù sommerso, in una sofferenza vissuta nella totale solitudine», osserva Greco, evidenziando il rischio che il disagio psicologico rimanga poco riconosciuto all'interno dei percorsi assistenziali.

La rilevanza della dimensione psicologica è riconosciuta anche dalla European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE), che ha elaborato una linea guida dedicata all'assistenza psicosociale nei percorsi di infertilità e riproduzione medicalmente assistita [6].

Il documento sottolinea l'importanza di riconoscere i bisogni emotivi delle persone durante le diverse fasi del trattamento e di integrare l'attenzione psicosociale nell'assistenza ordinaria.

Il disagio emotivo può contribuire alle difficoltà di prosecuzione dei trattamenti, ma l'interruzione della PMA è un fenomeno multifattoriale, nel quale possono intervenire anche aspetti clinici, organizzativi, economici e personali. Non sarebbe quindi corretto individuare nel carico psicologico la principale causa di abbandono in tutti i contesti.

Analogamente, i benefici del sostegno psicologico sul benessere emotivo e sulla capacità di affrontare il percorso non devono essere automaticamente interpretati come un aumento delle probabilità di gravidanza.

L'appello della S.I.d.R. pone dunque una questione assistenziale e organizzativa: garantire che la dimensione psicologica venga riconosciuta e affrontata lungo tutto il percorso riproduttivo, attraverso interventi appropriati e proporzionati ai bisogni individuali.

L'inclusione passa anche dal cinema

Accanto alla necessità di migliorare l'accesso ai servizi, la Giornata mondiale della salute mentale richiama l'attenzione sul valore della partecipazione sociale e delle esperienze che favoriscono l'espressione personale.

Un esempio arriva dall'Azienda USL Toscana nord ovest, dove il cortometraggio “Frammenti”, realizzato dal Laboratorio di Video partecipativo e inclusivo dei Centri di Salute mentale di Fornaci di Barga e Lucca, in collaborazione con l'Associazione AEDO, è stato selezionato tra i finalisti di due festival cinematografici.

Il cortometraggio parteciperà al Diversamente Film Festival 2026 di Viareggio, in programma l'11 ottobre, e alla dodicesima edizione del Mauro Bolognini Film Festival di Pistoia, prevista per il 17 ottobre.

Alle manifestazioni prenderanno parte anche utenti, operatori e volontari che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

«Si tratta di un'occasione straordinaria di inclusione sociale e di valorizzazione per tutte le persone coinvolte», sottolinea Carmine Parrella, psichiatra e coordinatore del laboratorio, evidenziando anche la qualità e le competenze sviluppate dal gruppo di lavoro.

L'esperienza offre uno spunto di riflessione sul ruolo delle attività partecipative nei percorsi di riabilitazione psicosociale.

La produzione audiovisiva, in questo caso, non costituisce soltanto un risultato artistico, ma anche un'occasione di collaborazione, espressione e presenza nella comunità.

Pur non essendo possibile attribuire al singolo progetto specifici risultati terapeutici in assenza di una valutazione clinica, iniziative di questo tipo possono offrire opportunità di valorizzazione delle capacità delle persone e contribuire a contrastare rappresentazioni esclusivamente centrate sulla malattia.

Infermieri, protagonisti della salute mentale

La tutela della salute mentale non riguarda esclusivamente i servizi psichiatrici. Attraversa l'intero sistema sanitario e coinvolge direttamente gli infermieri, professionisti che, grazie alla continuità della relazione assistenziale e alla vicinanza con le persone, possono contribuire al riconoscimento dei bisogni psicologici e alla costruzione di percorsi di cura personalizzati.

Dai servizi specialistici ai reparti ospedalieri, dai consultori all'assistenza territoriale, gli infermieri incontrano quotidianamente persone che possono vivere situazioni di disagio emotivo, vulnerabilità psicologica o difficoltà nell'affrontare una condizione di malattia.

In questi contesti, l'assistenza infermieristica assume un valore che va oltre la gestione dei bisogni clinici, integrando ascolto attivo, relazione terapeutica, valutazione delle necessità assistenziali e attenzione alla dimensione psicologica e sociale della persona.

Le indicazioni dell'OMS sottolineano l'importanza di integrare la salute mentale nei servizi sanitari generali, anche attraverso il coinvolgimento di professionisti non specialisti adeguatamente formati e inseriti in reti assistenziali coordinate [1].

Per gli infermieri, questo orientamento si traduce nella possibilità di riconoscere segnali di disagio, favorire una comunicazione non giudicante, sostenere la partecipazione della persona alle decisioni assistenziali e contribuire all'orientamento verso i servizi appropriati, nel rispetto delle competenze professionali e attraverso il lavoro multiprofessionale.

Nei servizi di salute mentale, inoltre, gli infermieri partecipano alla presa in carico, alla gestione dei percorsi terapeutico-assistenziali, agli interventi di educazione alla salute e al sostegno della continuità delle cure, anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie e delle reti territoriali.

La centralità della professione infermieristica risiede anche nella capacità di trasformare l'ascolto in interventi assistenziali concreti, riconoscendo la persona non soltanto attraverso la sua condizione clinica, ma nella complessità dei bisogni, delle risorse e delle aspettative che caratterizzano il suo percorso di salute.

La Giornata mondiale della salute mentale 2026 invita a superare una concezione dell'assistenza limitata al trattamento dei disturbi, riconoscendo il valore della partecipazione, dell'autonomia e dell'inclusione.

Perché tutelare la salute mentale significa certamente garantire cure appropriate, ma anche riconoscere alle persone il diritto di essere ascoltate, coinvolte e sostenute nelle proprie scelte di vita.

Bibliografia

  1. World Health Organization. Mental health [Internet]. Geneva: WHO; 2026. Disponibile su: https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/mental-health-strengthening-our-response
  2. World Health Organization. Mental disorders [Internet]. Geneva: WHO; 2026. Disponibile su: https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/mental-disorders
  3. World Health Organization Regional Office for Europe. Mental health [Internet]. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2026. Disponibile su: https://www.who.int/europe/news-room/fact-sheets/item/mental-health
  4. World Health Organization. World Mental Health Day 2026: Lived experiences heard: real voices, real change [Internet]. Geneva: WHO; 2026. Disponibile su: https://www.who.int/campaigns/world-mental-health-day/2026
  5. World Health Organization. WHO urges shift from institutional to community-based mental health care [Internet]. Geneva: WHO; 2026 Oct 9. Disponibile su: https://www.who.int/news/item/09-10-2026-who-urges-shift-from-institutional-to-community-based-mental-health-care
  6. European Society of Human Reproduction and Embryology. Routine psychosocial care in infertility and medically assisted reproduction: a guide for fertility staff [Internet]. Grimbergen: ESHRE; 2015. Disponibile su: https://www.eshre.eu/Guidelines-and-Legal/Guidelines/Psychosocial-care-guideline
  7. Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.). Giornata Salute Mentale. Greco (S.I.d.R.): «Garantire nei LEA il supporto psicologico nella PMA». Comunicato stampa; 10 ottobre 2026.
  8. Azienda USL Toscana nord ovest. Salute mentale e inclusione: il cortometraggio “Frammenti” dell'Azienda USL Toscana nord ovest in finale ai festival di Viareggio e Pistoia. Comunicato stampa; 10 ottobre 2026.