Le città con bollino rosso salgono a 18
Decalogo ministero della salute emergenza caldo
L'ondata di calore associata all'anticiclone "Caronte" interessa oggi Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.
Anche altre città stanno registrando un progressivo aggravamento delle condizioni climatiche. Campobasso, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste sono passate dal livello di attenzione giallo al livello arancione, segnalando un rischio crescente soprattutto per le persone più vulnerabili.
Il quadro conferma come le ondate di calore stiano assumendo caratteristiche sempre più diffuse e prolungate, con impatti che vanno ben oltre la dimensione meteorologica e interessano direttamente la sanità pubblica e l'organizzazione dei servizi assistenziali.
Secondo il Ministero della Salute, le ondate di calore si verificano quando temperature molto elevate persistono per diversi giorni consecutivi e si associano a elevata umidità, forte irraggiamento solare e scarsa ventilazione.
Queste condizioni riducono la capacità dell'organismo di disperdere il calore e possono provocare un rapido peggioramento dello stato di salute. Il rischio aumenta nelle persone anziane, nei pazienti cronici, nei soggetti non autosufficienti, nei bambini piccoli e in chi assume farmaci che possono interferire con la termoregolazione o favorire la disidratazione.
Dal punto di vista clinico, le conseguenze possono andare dai crampi e dall'esaurimento da calore fino al colpo di calore, una condizione potenzialmente fatale caratterizzata da ipertermia, alterazione dello stato di coscienza e possibile compromissione multiorgano.
Il decalogo del Ministero della Salute
Il Ministero della Salute ha riproposto il proprio decalogo di prevenzione, accompagnato dal numero verde 1500 dedicato ai cittadini.
Le raccomandazioni puntano soprattutto a ridurre il rischio di disidratazione e di esposizione al caldo nelle ore più critiche. È consigliato:
- limitare le uscite durante le ore centrali della giornata
- mantenere gli ambienti freschi e ventilati
- bere regolarmente anche in assenza di sete
- privilegiare un'alimentazione leggera, ricca di frutta e verdura
Particolare attenzione è riservata anche alla conservazione degli alimenti, all'uso di indumenti leggeri e traspiranti, alla limitazione dell'attività fisica nelle ore più calde e alla protezione degli animali domestici.
Tra le indicazioni più rilevanti compare inoltre l'invito a prestare attenzione alle persone sole e fragili, segnalando eventuali situazioni di rischio ai servizi socio-sanitari.
L'impatto organizzativo sui servizi sanitari e territoriali
Le ondate di calore rappresentano una prova importante per la capacità di risposta del Servizio sanitario nazionale.
L'esperienza degli ultimi anni mostra che i periodi di caldo estremo si associano a un aumento degli accessi ai Pronto soccorso, dei ricoveri per disidratazione e scompensi delle patologie croniche e della domanda di assistenza domiciliare.
Dal punto di vista organizzativo, ciò richiede un rafforzamento delle attività di sorveglianza dei soggetti vulnerabili, una maggiore integrazione tra servizi sanitari e sociali e l'attivazione di reti di prossimità capaci di intercettare precocemente le situazioni a rischio.
La capacità di individuare tempestivamente le persone più esposte rappresenta oggi uno degli elementi più rilevanti della prevenzione.
Il ruolo degli infermieri nella prevenzione
L'emergenza caldo richiama direttamente anche il ruolo della professione infermieristica.
Gli infermieri impegnati nell'assistenza territoriale, domiciliare, nelle Case della Comunità e nei servizi di continuità assistenziale svolgono una funzione fondamentale nell'identificazione precoce dei pazienti a rischio, nell'educazione sanitaria e nel monitoraggio dei segni iniziali di disidratazione o scompenso clinico.
Per i professionisti sanitari, l'ondata di calore evidenzia inoltre la crescente necessità di modelli organizzativi orientati alla prevenzione e alla presa in carico proattiva delle fragilità.
La prevenzione dei danni da caldo non si esaurisce infatti nella diffusione di raccomandazioni generali, ma richiede interventi coordinati di sorveglianza, educazione e assistenza di prossimità.

