Le radiazioni che ci accompagnano ogni giorno: dal fondo naturale ai voli intercontinentali
Scritto il 13/06/2026
da Francesco Prutti
Quando si parla di radiazioni, il pensiero corre immediatamente a radiografie, TAC o procedure di medicina nucleare. In realtà, l'essere umano vive costantemente immerso in un ambiente naturalmente radioattivo. Ogni giorno siamo esposti a radiazioni provenienti dal suolo, dall'atmosfera, dallo spazio e persino dagli alimenti che consumiamo. Questa esposizione, definita esposizione naturale alle radiazioni ionizzanti, rappresenta la principale fonte di dose per la popolazione generale. Comprendere da dove provengono queste radiazioni e quale sia il loro reale impatto sulla salute è fondamentale per sviluppare una corretta cultura della radioprotezione e contrastare paure spesso alimentate da informazioni incomplete o scorrette.
La radioattività naturale: una presenza costante
Ogni giorno siamo esposti a radiazioni provenienti dal suolo, dall'atmosfera, dallo spazio e persino dagli alimenti che consumiamo.
La radioattività non è un fenomeno creato dall'uomo. La Terra contiene naturalmente elementi radioattivi presenti fin dalla sua formazione, tra cui uranio, torio e potassio-40. Questi radionuclidi si trovano nelle rocce, nel terreno, nell'acqua e in numerosi materiali da costruzione.
Anche il corpo umano possiede una modesta radioattività naturale dovuta principalmente al potassio-40 contenuto nei tessuti.
Di conseguenza, ogni individuo riceve quotidianamente una piccola dose di radiazioni indipendentemente dall'esecuzione di esami diagnostici o dall'esposizione professionale.
Perché in montagna si ricevono più radiazioni
L'effetto protettivo dell'atmosfera diminuisce con l'aumentare dell'altitudine.
Per questo motivo chi vive o lavora in alta montagna riceve una dose di radiazioni cosmiche superiore rispetto a chi vive al livello del mare.
Si tratta comunque di esposizioni generalmente basse e compatibili con la normale vita quotidiana
I lunghi voli intercontinentali: un rischio reale?
Durante il periodo estivo molte persone affrontano viaggi intercontinentali che possono richiedere 10, 12 o addirittura oltre 20 ore complessive di volo.
In queste condizioni la dose ricevuta aumenta rispetto a quella di un breve volo europeo.
Tuttavia, per il viaggiatore occasionale, la dose associata a un viaggio intercontinentale rimane generalmente molto bassa e non rappresenta un rischio sanitario significativo.
Le esposizioni cumulative diventano rilevanti soprattutto per chi vola frequentemente per motivi professionali.
Il ruolo dell'infermiere nella cultura della radioprotezione
L'infermiere rappresenta una figura fondamentale nella diffusione di una corretta informazione sanitaria.
Nella pratica clinica è frequente incontrare pazienti preoccupati per l'esecuzione di esami radiologici o convinti che qualunque esposizione alle radiazioni comporti inevitabilmente un rischio elevato.
In questo contesto, l'infermiere può contribuire a:
fornire informazioni basate sulle evidenze scientifiche
contrastare false credenze e disinformazione
spiegare il concetto di esposizione naturale alle radiazioni
promuovere una cultura della radioprotezione consapevole
favorire l'adesione informata ai percorsi diagnostici
La conoscenza dei principi fondamentali della radioprotezione rappresenta oggi una competenza importante non solo per gli operatori direttamente coinvolti nelle procedure radiologiche, ma per tutti i professionisti sanitari impegnati nell'educazione del paziente.