Sicurezza alimentare, l’Oms lancia l’allarme: 866 milioni di malati e 1,5 milioni di morti ogni anno
Scritto il 04/06/2026
da Redazione
Mangiare dovrebbe essere un gesto sicuro. Eppure ogni anno gli alimenti contaminati causano nel mondo circa 866 milioni di casi di malattia e 1,5 milioni di decessi, con un impatto particolarmente pesante sui bambini piccoli. È quanto emerge dalle nuove stime pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che per la prima volta offrono una fotografia globale dettagliata del peso sanitario ed economico delle malattie trasmesse dagli alimenti. Il dato più preoccupante riguarda i bambini sotto i cinque anni. Pur rappresentando appena il 9% della popolazione mondiale, concentrano quasi un terzo di tutte le malattie alimentari. Per questa fascia di età il rischio di ammalarsi a causa di alimenti non sicuri è quasi tre volte superiore rispetto a quello di bambini più grandi e adulti.
I bambini sono la categoria più vulnerabile
Mangiare dovrebbe essere un gesto sicuro. Eppure ogni anno gli alimenti contaminati causano nel mondo circa 866 milioni di casi di malattia.
Le malattie diarroiche continuano a rappresentare una delle principali conseguenze degli alimenti contaminati nei più piccoli, con esiti che possono essere particolarmente gravi nei Paesi a basso reddito. Ma il problema non riguarda soltanto le infezioni.
L’Oms evidenzia infatti come l’esposizione a contaminanti chimici presenti negli alimenti, come piombo, metilmercurio e arsenico inorganico, possa compromettere lo sviluppo neurologico e cognitivo dei bambini, determinando conseguenze permanenti lungo tutto l’arco della vita.
La sicurezza alimentare diventa quindi non solo una questione di prevenzione delle infezioni, ma anche di tutela dello sviluppo infantile e della salute pubblica a lungo termine.
Il costo economico supera i 600 miliardi di dollari
L’impatto degli alimenti non sicuri non si misura soltanto in termini di salute. Secondo il rapporto, nel 2021 le malattie alimentari hanno generato circa 310 miliardi di dollari di perdita di produttività, dovuti principalmente ad assenze dal lavoro e riduzione della capacità lavorativa.
Quando il dato viene corretto per il diverso costo della vita nei vari Paesi, la stima sale a circa 647 miliardi di dollari.
Si tratta di una cifra che evidenzia come la sicurezza alimentare sia anche una questione economica e di sostenibilità dei sistemi sanitari.
Cosa significa per i professionisti sanitari
Per infermieri, operatori sanitari e professionisti della prevenzione, il rapporto richiama l’importanza dell’educazione sanitaria e della sorveglianza.
La sicurezza alimentare non riguarda esclusivamente i controlli industriali o le autorità regolatorie. Coinvolge anche:
promozione dell’igiene alimentare
educazione delle famiglie
protezione delle popolazioni vulnerabili
prevenzione delle infezioni gastrointestinali
riconoscimento precoce delle malattie trasmesse dagli alimenti
Particolare attenzione deve essere rivolta ai bambini, agli anziani, alle donne in gravidanza e alle persone immunocompromesse, categorie maggiormente esposte alle complicanze.
Dalla stima del problema alle soluzioni
L’Oms ha pubblicato questi dati in vista della Giornata mondiale della sicurezza alimentare del 7 giugno 2026, il cui tema è “From burden to solutions - safe food everywhere”.
Il messaggio è chiaro: le malattie alimentari non rappresentano un problema marginale né confinato ai Paesi più poveri. Continuano a colpire centinaia di milioni di persone ogni anno e causano un impatto sanitario, sociale ed economico enorme.
Le nuove stime offrono ai governi una base conoscitiva più solida per orientare politiche di prevenzione, investimenti nella sorveglianza e strategie di controllo della contaminazione alimentare.
La sfida, oggi, non è più capire se il problema esista. È trasformare i dati disponibili in interventi capaci di rendere il cibo realmente sicuro lungo tutta la filiera, dalla produzione alla tavola.