Sindrome dell’intestino irritabile: il ruolo dell’asse microbiota-cervello
Scritto il 16/01/2026
da Chiara Sideri
La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una delle condizioni funzionali gastrointestinali più frequenti e complesse da gestire. Negli ultimi anni, l’attenzione clinica e scientifica si è progressivamente spostata sull’asse microbiota-intestino-cervello, riconosciuto come elemento centrale nella genesi dei sintomi e nella risposta ai trattamenti. Un cambio di paradigma che ha ricadute concrete anche per infermieri e professionisti sanitari impegnati nell’educazione, nel monitoraggio e nella continuità assistenziale.
Cos’è la sindrome dell’intestino irritabile
L’asse microbiota-intestino-cervello è, ormai, riconosciuto come elemento centrale nella genesi dei sintomi e nella risposta ai trattamenti.
La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo funzionale cronico caratterizzato da dolore addominale ricorrente associato ad alterazioni dell’alvo (diarrea, stipsi o forma mista), in assenza di lesioni organiche dimostrabili.
Secondo la letteratura clinica, l’IBS rappresenta una delle principali cause di accesso agli ambulatori gastroenterologici, con un impatto significativo sulla qualità di vita e sui costi sanitari.
La difficoltà gestionale risiede nella natura multifattoriale della patologia: fattori motori, viscerali, immunitari, psicologici e ambientali concorrono alla comparsa e al mantenimento dei sintomi. In questo contesto, l’IBS non è più considerata una condizione “solo intestinale”, ma l’espressione di una complessa disfunzione dei sistemi di comunicazione neuro-immuno-endocrina.
L’asse microbiota-intestino-cervello
L’asse microbiota-intestino-cervello descrive l’insieme dei meccanismi attraverso cui il tratto gastrointestinale e il sistema nervoso centrale comunicano in modo bidirezionale. Questo dialogo avviene tramite vie neurali (sistema nervoso enterico e nervo vago), ormonali, immunitarie e metaboliche.
Il microbiota intestinale, composto da trilioni di microrganismi, svolge un ruolo attivo in questo asse: produce metaboliti (come acidi grassi a catena corta), modula la permeabilità intestinale, interagisce con il sistema immunitario e influenza la produzione di neurotrasmettitori. Alterazioni qualitative e quantitative del microbiota, definite disbiosi, sono oggi considerate uno dei principali fattori patogenetici dell’IBS.
Il ruolo dello stress e dei fattori psico-emotivi
Un elemento distintivo dell’IBS è la stretta relazione tra sintomi intestinali e stato emotivo. Ansia, depressione e stress cronico non sono semplici comorbidità, ma veri e propri modulanti dell’asse intestino-cervello.
Lo stress agisce alterando la composizione del microbiota, modificando la motilità intestinale e amplificando la risposta infiammatoria. Allo stesso tempo, un microbiota disfunzionale può influenzare l’umore e la risposta allo stress, creando un circolo vizioso che contribuisce alla cronicizzazione dei sintomi.