Celiachia, quasi 280mila casi ma resta la sottodiagnosi: il report del Ministero
Scritto il 20/04/2026
da Redazione
Nel 2024 le persone con diagnosi di celiachia in Italia hanno raggiunto quota 279.512, con oltre 14mila nuovi casi registrati nell’ultimo anno. Un dato che conferma il trend in crescita della patologia, ma che allo stesso tempo evidenzia un elemento strutturale: la prevalenza osservata resta inferiore a quella attesa, segnalando una quota significativa di casi ancora non diagnosticati. È quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento del Ministero della Salute, che restituisce un quadro articolato tra epidemiologia, organizzazione dei servizi e sostenibilità economica.
Diagnosi in aumento, ma la prevalenza resta sotto attesa
Report sulla celiachia redatto dal Ministero della Salute nel 2024
L’aumento delle diagnosi nel 2024 si inserisce in un recupero dei percorsi diagnostici dopo la fase pandemica. Tuttavia, la prevalenza nazionale si attesta allo 0,47%, ben al di sotto dell’1% stimato a livello internazionale.
Un divario che indica come una parte della popolazione affetta da celiachia non sia ancora intercettata dal sistema sanitario, con possibili ricadute sulla gestione clinica e sulla qualità di vita dei pazienti.
Permangono inoltre differenze territoriali, con alcune Regioni, come Toscana e Valle d’Aosta, che registrano valori più elevati, a fronte di altre aree con livelli inferiori, segno di una capacità diagnostica non uniforme.
Rete assistenziale strutturata, ma disomogenea
La gestione della celiachia in Italia si conferma articolata e diffusa. Nel 2024 sono oltre 33mila le mense che garantiscono pasti senza glutine, in gran parte scolastiche, a testimonianza di un sistema che ha integrato la patologia anche nei contesti quotidiani.
A questo si affianca l’attività formativa, con centinaia di corsi rivolti agli operatori del settore alimentare.
Si tratta di interventi previsti dalla normativa e consolidati nel tempo, che però evidenziano ancora differenze territoriali nella loro applicazione e nel livello di organizzazione dei servizi.
Tra gli elementi più strategici emerge il processo di dematerializzazione dei buoni per l’acquisto di prodotti senza glutine.
La progressiva integrazione con il Sistema Tessera Sanitaria e il passaggio verso la circolarità nazionale rappresentano un cambiamento rilevante, con l’obiettivo di:
semplificare l’accesso ai prodotti
ridurre le differenze tra Regioni
migliorare il controllo della spesa
Un passaggio che, se completato, potrebbe incidere in modo significativo sull’equità del sistema.