Hantavirus

Scritto il 18/05/2026
da Chiara Sideri

Gli hantavirus sono virus zoonotici trasmessi principalmente dai roditori e possono causare infezioni anche severe, con interessamento renale, emorragico o cardiopolmonare. L’attenzione è aumentata dopo il focolaio internazionale da virus Andes collegato alla nave MV Hondius, ma il rischio per la popolazione generale in Italia e in Europa resta considerato molto basso. La prevenzione si basa soprattutto sul controllo dell’esposizione ai roditori e sul riconoscimento precoce dei casi sospetti.

Che cos’è l’hantavirus

hantavirus

Con il termine hantavirus si indica un gruppo di virus appartenenti alla famiglia Hantaviridae, responsabili di infezioni zoonotiche di diversa gravità.

Il serbatoio naturale è rappresentato soprattutto da roditori selvatici e domestici, che possono eliminare il virus attraverso urine, feci e saliva. L’uomo si infetta accidentalmente, in genere dopo esposizione ad ambienti contaminati.

Non tutti gli hantavirus hanno lo stesso comportamento clinico. Le forme diffuse nelle Americhe possono causare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus, nota anche come HCPS o HPS, caratterizzata da rapido interessamento respiratorio e cardiovascolare.

In Europa e Asia, invece, gli hantavirus sono più spesso associati alla febbre emorragica con sindrome renale, HFRS, con interessamento dei reni e dei vasi sanguigni.

Diagnosi dell’infezione da hantavirus

La diagnosi richiede l’integrazione tra quadro clinico, anamnesi epidemiologica e test di laboratorio. È importante indagare eventuali contatti con roditori, permanenza in ambienti contaminati, attività lavorative a rischio, viaggi in aree endemiche o contatti stretti con casi sospetti o confermati di virus Andes.

Gli accertamenti possono includere:

  • test sierologici per la ricerca di anticorpi specifici
  • indagini molecolari, come RT-PCR, soprattutto nella fase acuta
  • esami ematochimici per valutare piastrine, funzione renale, assetto emodinamico e indici di danno d’organo
  • imaging toracico nei pazienti con sintomi respiratori
  • monitoraggio della funzione respiratoria, cardiovascolare e renale nei casi più severi

La diagnosi differenziale resta ampia, soprattutto nelle fasi iniziali, e deve considerare altre infezioni virali, batteriche o zoonotiche con presentazione febbrile.

Prevenzione dell’hantavirus

La prevenzione si basa soprattutto sulla riduzione dell’esposizione ai roditori e ai loro escreti. Non essendo disponibile una vaccinazione di uso comune, il controllo ambientale resta la misura più importante.

Le principali misure preventive sono:

  • evitare il contatto diretto con urine, feci o saliva di roditori
  • controllare la presenza di roditori in abitazioni, magazzini, cantine, garage e locali agricoli
  • sigillare fessure e punti di ingresso nelle struttur
  • conservare alimenti e rifiuti in contenitori chius
  • ventilare gli ambienti chiusi prima della pulizia
  • evitare di spazzare a secco polveri o materiali potenzialmente contaminati
  • inumidire le superfici prima della rimozione dei materiali contaminat
  • utilizzare guanti e dispositivi di protezione quando si puliscono ambienti infestati
  • smaltire in sicurezza materiali contaminati o carcasse di roditori

Nei contesti sanitari, in presenza di sospetto virus Andes o di esposizione collegata a focolai noti, diventano centrali l’identificazione precoce dei casi, il monitoraggio dei contatti e l’applicazione delle misure di prevenzione delle infezioni.