Aggressioni in sanità: il punto cieco tra il triage e la direzione
Le infermiere volontarie della Croce Rossa italiana cambiano nome. Il decreto legislativo approvato giovedì sera dal Governo, in attuazione della legge 1 aprile 2026, n. 48, stabilisce che «il Corpo delle infermiere volontarie assume la denominazione di Corpo delle crocerossine», come riporta il comunicato stampa n. 196 del Consiglio dei ministri. Il testo passa ora alle commissioni di Camera e Senato, che hanno due mesi per esprimere un parere non vincolante. Poi tornerà in Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva.
Cosa prevede il decreto legislativo per le crocerossine?
Il decreto ridefinisce i compiti del Corpo. Le crocerossine operano in ambito socio-sanitario e prestano assistenza e conforto agli infermi e alle persone vulnerabili. Restano volontarie e non ricevono le stellette, che spettano al personale del Corpo militare.
Cambia anche la formazione. Il corso dura al massimo due anni e si svolge nei comitati CRI, negli ospedali civili e militari e negli ambulatori. Possono iscriversi le socie CRI tra i 18 e i 65 anni con il diploma di scuola secondaria di secondo grado. I programmi li fisserà un decreto del ministero della Salute, di concerto con Difesa e Università.
Il diploma di crocerossina apre le porte dei corsi di laurea in Infermieristica: chi lo consegue si vede riconoscere i crediti formativi già maturati, come prevede l'articolo 2 della legge delega.
Perché il nuovo nome delle volontarie riguarda gli infermieri
La nuova denominazione separa il volontariato CRI dalla professione infermieristica. In Italia può dirsi infermiere solo chi ha la laurea o titolo equipollente in Infermieristica ed è iscritto all'albo dell'Ordine delle professioni infermieristiche, istituito dalla legge 11 gennaio 2018, n. 3.
Il corso della Croce Rossa resta un percorso di volontariato, fuori dall'ordinamento universitario. Per anni la parola «infermiera» ha accomunato davanti a pazienti e familiari due figure con formazione, competenze e responsabilità diverse.
Il disegno di legge depositato al Senato il 3 dicembre 2024 dai ministri Guido Crosetto (Difesa) e Orazio Schillaci (Salute) non toccava il nome. Lo ha introdotto nel marzo 2025 un emendamento del relatore Raffaele De Rosa. Il Senato ha approvato la riforma a maggio 2025, la Camera a fine marzo 2026.
Cosa cambia per la Croce Rossa e per il Corpo militare volontario?
Per i servizi ausiliari delle Forze armate, la Croce Rossa italiana passa sotto la vigilanza del ministero della Difesa. Il Corpo militare volontario conserva il proprio nome e adotta un ruolo unico, formato da volontari in congedo e aperto anche ai soci CRI. L'Ispettore nazionale assume il grado di brigadier generale: lo nomina il Presidente della Repubblica, con un mandato di quattro anni rinnovabile una volta.
Fonti
- Presidenza del Consiglio dei ministri. Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 196 [Internet]. Roma; 5 novembre 2026 [citato 6 novembre 2026]. Disponibile su: https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-196/33042
- Legge 1 aprile 2026, n. 48. Integrazione delle attività di interesse pubblico esercitate dall'Associazione della Croce Rossa italiana e revisione delle disposizioni in materia di Corpi dell'Associazione ausiliari delle Forze armate. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 87 del 15 aprile 2026. Disponibile su: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/04/15/26G00065/SG
- Legge 11 gennaio 2018, n. 3. Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute. Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 25 del 31 gennaio 2018. Disponibile su: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/01/31/18G00019/sg

