OPI Torino: «Abolizione del vincolo di esclusività per la professione»

Scritto il 16/09/2026
da Redazione

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino sostiene la proposta di legge piemontese che chiede al Parlamento di consentire agli infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale di esercitare stabilmente la libera professione. Il presidente Ivan Bufalo scriverà ai capigruppo del Consiglio regionale per chiedere un sostegno trasversale.

OPI Torino scrive ai capigruppo del Consiglio regionale

L’OPI Torino ha preso posizione il 15 settembre, all’indomani dell’avvio dei lavori in Commissione Sanità a Palazzo Lascaris sulla proposta di legge al Parlamento presentata da Luigi Genesio Icardi, consigliere della Lega, presidente della Commissione ed ex assessore regionale alla Sanità. L’Ordine chiederà per lettera ai capigruppo di maggioranza e opposizione di appoggiare il testo.

«L’abolizione del vincolo di esclusività rappresenterebbe un passo importante per la professione infermieristica», dichiara Bufalo. «Oggi un infermiere dipendente pubblico che voglia esercitare pienamente anche in regime libero-professionale incontra limitazioni che finiscono per rendere meno attrattiva la permanenza nel Servizio sanitario nazionale. Superarle significherebbe offrire una possibilità in più ai professionisti, senza costringerli a scegliere tra lavoro pubblico e libera professione».

Cosa prevede la proposta di legge sulla libera professione

Il testo punta a rendere stabile, per infermieri e altri professionisti sanitari del comparto, l’attività libero-professionale al di fuori dell’orario di servizio, sul modello dell’intramoenia dei medici. Dopo l’entrata in vigore della legge, Regioni e Province autonome avrebbero 120 giorni per definirne le regole applicative; le aziende sanitarie, altri 60 per adeguare i regolamenti interni. Una clausola esclude nuovi oneri per la finanza pubblica.

Icardi ha elaborato la proposta insieme alla Società Italiana Infermieri di Emergenza (SIIET), all’Associazione Nazionale Professionisti Sanitari in Evoluzione (ANPSE) e al Dipartimento Sanità della Lega Piemonte. A fine giugno la Lombardia ha già approvato un testo analogo, anch’esso indirizzato al Parlamento, l’unico che può varare una norma nazionale.

Vincolo di esclusività per gli infermieri: oggi vale solo una deroga

Un infermiere del Ssn può già lavorare in libera professione fuori turno, ma soltanto in forza di una deroga temporanea e con il nulla osta della propria azienda. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe, a febbraio, il Parlamento ha spostato la scadenza al 31 dicembre 2027. Senza un nuovo intervento, dal 1° gennaio 2028 tornerebbe il regime ordinario di esclusività.

Per l’Ordine torinese la disciplina attuale non tiene il passo con l’evoluzione delle competenze infermieristiche. Allargare l’accesso alla libera professione, sostiene l’OPI, amplierebbe l’offerta assistenziale per i cittadini e aiuterebbe il sistema a trattenere professionisti e ad attrarre i giovani, mentre la carenza di infermieri resta una delle criticità più pesanti del Ssn.

Bufalo: «Serve una convergenza trasversale»

L’OPI Torino guarda con favore all’iniziativa della Lega, ma chiede di tenerla fuori dalla contrapposizione tra schieramenti. «È importante che questa proposta non venga considerata un’iniziativa di parte e, di conseguenza, sostenuta o osteggiata sulla base delle appartenenze politiche», afferma Bufalo.

«Parliamo di una misura di buon senso che la comunità infermieristica chiede da tempo e sulla quale auspichiamo una convergenza trasversale, tanto nella maggioranza quanto nell’opposizione».

Il presidente lega la partita alla tenuta del servizio pubblico: la questione, spiega, riguarda la capacità del sistema di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini e, insieme, di trattenere al proprio interno le competenze infermieristiche. Per questo l’Ordine chiede ai consiglieri di valutare il merito del testo e i suoi effetti concreti su servizio sanitario e professione.

Fonti