Aggressioni agli infermieri, tre equipe sotto attacco solo nel weekend
Pescara, aggrediti sul lungomare e poi davanti al pronto soccorso
Intorno alle 5 l’ambulanza Life raggiunge la riviera nord per un uomo a terra, privo di sensi dopo una presunta aggressione. Mentre l’equipaggio presta le prime cure, alcuni presenti minacciano la ragazza che sta ricostruendo l’accaduto. Poi se la prendono con il ferito. Autista e infermiere del 118 lo mettono in sicurezza sul mezzo e diventano loro il bersaglio. Alcuni passanti intervengono in difesa dei soccorritori e il gruppo si allontana. L’ambulanza riparte verso l’ospedale, ma il soccorso non è finito. Davanti al pronto soccorso l’equipaggio ritrova gli stessi uomini ad attenderlo. Ricominciano spintoni e insulti, finché non arrivano le forze dell’ordine.Ravenna, l’infermiera del 118 fatta cadere dal mezzo
Poche ore prima, tra la mezzanotte e l’una del 10 agosto, un equipaggio del 118 interviene in via Reale, alle porte di Ravenna, dopo la segnalazione di un passante per un giovane in forte stato di alterazione. A bordo autista e infermiere. L’uomo, un cittadino tunisino, rifiuta le cure e si scaglia contro di loro. I carabinieri lo immobilizzano e lo accompagnano in ospedale sotto scorta. Per lui si profila l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.Ancona, la lite in strada finisce sul personale di Torrette
Ad Ancona la violenza arriva in ospedale al seguito dei pazienti. Una lite tra due uomini davanti a un negozio del quartiere Piano degenera in rissa; il 118 li trasporta separatamente all’ospedale di Torrette. In pronto soccorso si presentano il fratello di uno dei due e un conoscente, che insultano il personale sanitario e spintonano la guardia giurata intervenuta. La polizia porta in questura tre uomini e li arresta per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate in concorso, con la Procura che dispone i domiciliari in attesa della convalida.Gli infermieri sono il bersaglio più colpito
I tre episodi non sono eccezioni estive. Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, presentati dal Ministero della Salute il 12 marzo 2026, nel 2025 le segnalazioni sono state quasi 18mila e hanno coinvolto 23.367 operatori, in aumento rispetto ai circa 22mila del 2024.(1) La distribuzione per professione non lascia margini di interpretazione: gli infermieri compaiono in oltre il 55% degli episodi rilevati, davanti a medici (16%) e operatori socio-sanitari (11%). Il 60% delle segnalazioni riguarda donne. I luoghi più critici restano il pronto soccorso, i servizi psichiatrici di diagnosi e cura e le aree di degenza, ai quali le cronache di questi giorni aggiungono un fronte che sfugge alle statistiche: la strada, dove l’equipe lavora senza vigilanza, senza telecamere e spesso in due.Cosa prevede la legge dopo il 2024
Dal novembre 2024 chi aggredisce un professionista sanitario rischia l’arresto anche a distanza di ore. La legge 171/2024, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 276 del 25 novembre 2024 (2), introduce l’arresto obbligatorio in flagranza e, a determinate condizioni, la flagranza differita sulla base di documentazione videofotografica o telematica. La stessa norma punisce il danneggiamento dei beni destinati all’assistenza sanitaria commesso con violenza o minaccia. Perché lo strumento funzioni serve però che l’episodio venga segnalato e documentato. La sottostima resta il problema di fondo: le aggressioni verbali, gli spintoni e le minacce, quelle che a Pescara e Ravenna hanno preceduto il contatto fisico, in molti casi non arrivano né alla segnalazione aziendale né alla denuncia. Se l’episodio non entra nel sistema di segnalazione aziendale, per la statistica quel turno è filato liscio.Fonti
- Ministero della Salute. Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, relazione presentata il 12 marzo 2026. .
- Legge 17 novembre 2024, n. 171. Gazzetta Ufficiale n. 276 del 25 novembre 2024..

