Nursind: aumenti poco incisivi
Il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità 2025-2027 entra nella fase decisiva
Per il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, il nuovo contratto non rappresenta quella svolta economica necessaria per rendere più attrattiva la professione infermieristica.
Secondo il sindacato, gli aumenti tabellari previsti porterebbero gli infermieri a un incremento medio di circa 240 euro, considerando anche le risorse già stanziate per l'indennità di specificità e gli arretrati dell'indennità di vacanza contrattuale.
Bottega ha però sottolineato che la struttura retributiva continua a mantenere differenze molto contenute tra le diverse aree professionali. In particolare, la distanza economica tra l'Area dei Professionisti della Salute e quella degli Assistenti sarebbe di appena 10 euro lordi mensili, mentre rispetto all'Area degli Operatori la differenza sarebbe di 18 euro.
Secondo il Centro Studi del Nursind, un infermiere con anzianità media percepisce soltanto 137 euro netti in più rispetto a un operatore socio-sanitario. Tra le novità della bozza contrattuale figurano anche la disciplina della retribuzione durante le ferie e il recepimento delle disposizioni del decreto legislativo n. 66/2023 sull'orario di lavoro, con l'introduzione di una pausa di recupero di dieci minuti per chi supera le sei ore consecutive di attività.Anche su questi aspetti il Nursind ha chiesto modifiche.
Il sindacato ritiene che il nuovo sistema di calcolo della retribuzione durante le ferie possa risultare penalizzante e chiede chiarimenti sulla pausa obbligatoria, temendo che possa incidere sul diritto alla mensa del personale turnista.
Tra le principali criticità evidenziate vi è inoltre l'assenza di un incremento dell'indennità per il lavoro notturno, considerata una misura ritenuta fondamentale per valorizzare il personale impegnato nei servizi sulle 24 ore.
Nursing Up: insufficiente incremento economico
Secondo il sindacato, la trattativa rischia di allontanarsi dall'obiettivo principale del rinnovo, ovvero riconoscere adeguatamente il valore professionale ed economico di infermieri e professionisti sanitari.
Tra i punti contestati figura l'ipotesi di collocare gli autisti soccorritori nell'Area degli Assistenti. Nursing Up si interroga sulle risorse che saranno necessarie per sostenere questa scelta, temendo che possano essere utilizzati fondi destinati alla valorizzazione economica delle professioni sanitarie.
Il sindacato giudica inoltre insufficiente l'incremento economico prospettato per gli infermieri, ritenendolo incapace di recuperare il potere d'acquisto perso negli ultimi anni.
Ifec e laurea magistrale tra i temi aperti
Nursing Up richiama inoltre l'attenzione sul mancato riconoscimento contrattuale dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità, figura prevista dalla normativa nazionale ma che, secondo il sindacato, continua a non trovare una collocazione definita all'interno del nuovo contratto.
Un'altra criticità riguarda i professionisti in possesso della laurea magistrale. Il sindacato esprime contrarietà all'ipotesi di inserirli nell'Area dell'Elevata Qualificazione del comparto anziché prevedere un percorso coerente verso la dirigenza, ritenendo che questa scelta non valorizzi adeguatamente la formazione avanzata.
Fials: restano aperti i nodi economici
Tra le organizzazioni sindacali intervenute al termine del tavolo Aran c'è anche la Fials, che esprime una valutazione articolata sull'andamento del negoziato. Il sindacato riconosce che la nuova bozza contrattuale recepisce diverse proposte avanzate durante i tavoli tecnici, ma ritiene che il rinnovo sia ancora lontano dall'obiettivo di valorizzare realmente le professioni sanitarie e rendere più attrattivo il Servizio sanitario nazionale.
Secondo la Fials, tra gli aspetti positivi figurano il riconoscimento delle indennità durante i periodi di ferie, l'equiparazione dei giorni di ferie per il personale neoassunto e l'apertura all'accesso all'Area di Elevata Qualificazione per i professionisti in possesso della laurea magistrale e di almeno quattro anni di esperienza.
Il sindacato valuta inoltre favorevolmente la previsione di destinare parte delle risorse liberate dai pensionamenti al finanziamento degli incarichi, chiedendo però che tali somme siano utilizzate prioritariamente per incrementare il valore dell'incarico di base, accessibile a tutto il personale dell'Area dei Professionisti della Salute e dei Funzionari.
Indennità, mensa e welfare tra le principali criticità
Il giudizio resta critico sul sistema delle indennità, che secondo il sindacato non viene rivisto in modo sostanziale. La bozza mantiene infatti pressoché invariate le indennità per il lavoro notturno, festivo, i turni e la pronta disponibilità.
Particolare attenzione viene riservata anche all'area dell'emergenza-urgenza, dove la revisione prevista rischierebbe, secondo la Fials, di creare disparità economiche tra professionisti che operano negli stessi contesti assistenziali. Il sindacato chiede inoltre una valorizzazione economica per chi lavora in settori ad alta complessità assistenziale, come salute mentale, oncologia, medicina iperbarica e unità dedicate alla preparazione dei farmaci antiblastici.
Tra i temi ritenuti prioritari torna anche quello del diritto alla mensa. La Fials sostiene che il nuovo contratto dovrebbe affrontare definitivamente una questione che continua a generare contenziosi nelle aziende sanitarie e che, secondo il sindacato, merita una disciplina uniforme a livello nazionale.
Restano inoltre aperti, secondo la federazione, i capitoli relativi al welfare contrattuale, alla conciliazione tra vita lavorativa e privata, al diritto allo studio, al riconoscimento del personale della ricerca e al completamento del percorso normativo per la figura dell'Autista Soccorritore.
Fp Cgil: passi avanti su ferie e tutele
Anche la Fp Cgil valuta positivamente alcuni risultati raggiunti nel corso della trattativa, pur evidenziando numerosi aspetti ancora da definire prima della possibile firma del contratto.
Sul fronte economico, il sindacato sottolinea che l'Aran ha illustrato la distribuzione degli incrementi tabellari per le diverse aree professionali e delle risorse previste dalla legge per l'indennità di specificità infermieristica e per l'indennità di tutela del malato. La ripartizione definitiva degli aumenti sarà però presentata soltanto nel prossimo incontro del 29 luglio, dopo ulteriori verifiche tecniche.
Per la Fp Cgil rimane centrale il tema delle indennità per particolari condizioni di lavoro, sulle quali il confronto è ancora aperto. Il sindacato chiede una revisione al rialzo e una maggiore differenziazione degli importi, ritenendo necessario riconoscere in modo più adeguato il disagio legato alle diverse attività assistenziali.
Un'altra priorità riguarda l'incarico professionale di base destinato al personale dell'Area dei Professionisti della Salute e dei Funzionari. La FP CGIL propone di incrementarne il valore, oggi pari a 1.000 euro annui, modulandolo anche in funzione della complessità delle strutture in cui i professionisti operano, ma evidenzia come al momento non siano disponibili risorse aggiuntive.
Accolte alcune richieste del sindacato
La Fp Cgil esprime soddisfazione per alcune modifiche inserite nella nuova bozza contrattuale.
Tra queste figura il riconoscimento delle indennità anche durante i periodi di ferie, misura che secondo il sindacato comporterà un incremento della retribuzione e potrà contribuire a ridurre il contenzioso aperto su questo tema.
Positivo anche il superamento della riduzione delle ferie per i neoassunti e l'estensione dell’istituto delle ferie solidali alle lavoratrici e ai lavoratori vittime di aggressioni, che potranno beneficiare fino a trenta giorni di congedo retribuito.
Pausa, mensa e relazioni sindacali ancora da definire
Restano invece aperte alcune questioni considerate prioritarie dalla Fp Cgil.
Il sindacato ritiene che la disciplina della pausa obbligatoria di dieci minuti prevista per il personale impegnato nella continuità assistenziale debba essere ulteriormente chiarita, soprattutto per evitare che possa incidere sul diritto alla mensa o al buono pasto. Secondo la Fp Cgil, la pausa deve rimanere pienamente ricompresa nell'orario di lavoro.
Tra le richieste ancora sul tavolo figurano inoltre l'estensione del diritto al part-time in particolari situazioni, il rafforzamento delle relazioni sindacali attraverso una maggiore informazione preventiva sui fondi contrattuali e ulteriori interventi normativi per migliorare la fruizione dei diritti e la flessibilità lavorativa del personale sanitario.
Con questa posizione si amplia ulteriormente il fronte delle organizzazioni sindacali che, pur riconoscendo alcuni progressi nel confronto con l'Aran, ritengono ancora necessario intervenire sia sul piano economico sia su quello normativo per arrivare a un rinnovo contrattuale realmente in grado di valorizzare infermieri e professionisti sanitari.

