Infermiera del carcere di Foggia aggredita da un detenuto

Scritto il 22/07/2026
da Redazione

Nuovo episodio di violenza ai danni del personale sanitario nella Casa circondariale di Foggia. Nella giornata di ieri un'infermiera in servizio all'interno dell'istituto penitenziario è stata aggredita da un detenuto che, secondo quanto riferito dagli operatori, avrebbe utilizzato il manico di una scopa divelto per colpirla ripetutamente. L'episodio riaccende l'attenzione sulle condizioni di sicurezza nelle strutture penitenziarie e arriva a pochi giorni da un'altra segnalazione degli infermieri del carcere, relativa all'assenza del medico durante un turno di servizio.

L'aggressione durante il turno di lavoro

carcere

Secondo quanto riferito in un comunicato diffuso dagli infermieri della Casa circondariale, il detenuto avrebbe prima spezzato il manico di una scopa e poi lo avrebbe utilizzato per aggredire l'infermiera.

Solo il tempestivo intervento di altri detenuti avrebbe evitato conseguenze ancora più gravi.

La professionista sanitaria è stata immediatamente soccorsa dai colleghi della Medicheria e successivamente trasferita al Pronto Soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia, dove le sono stati riscontrati diversi traumi da percosse, giudicati guaribili in sette giorni.

Un nuovo episodio dopo le recenti segnalazioni

Gli operatori sanitari parlano di un episodio che si inserisce in un contesto già definito critico.

Secondo quanto riportato nel comunicato, le aggressioni verbali e fisiche all'interno della struttura sarebbero sempre più frequenti e da tempo il personale avrebbe segnalato le criticità organizzative alla Direzione aziendale e al Coordinamento infermieristico, chiedendo interventi per rafforzare la sicurezza.

Solo nei giorni scorsi gli infermieri avevano inoltre denunciato la mancanza del medico di turno durante una giornata festiva, evidenziando le difficoltà organizzative nella gestione dell'assistenza sanitaria all'interno dell'istituto penitenziario.

Gli infermieri chiedono misure urgenti

Dopo l'ennesima aggressione, il personale sanitario torna a chiedere interventi concreti per garantire condizioni di lavoro sicure.

Tra le richieste avanzate figurano il rafforzamento delle misure di sicurezza, un incremento del personale e l'adozione di protocolli specifici per la prevenzione e la gestione delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari.

Nel comunicato gli infermieri sottolineano che ogni segnalazione rimasta senza risposta aumenta il rischio che episodi analoghi possano avere conseguenze ancora più gravi, chiedendo alle istituzioni competenti di intervenire con urgenza per tutelare chi opera quotidianamente negli istituti penitenziari.