Ispezione del Ministero al San Raffaele dopo le criticità nei reparti

Scritto il 21/07/2026
da Silvia Fabbri

Una carenza infermieristica definita strutturata e persistente, problemi nella preparazione del personale esterno e criticità organizzative nella gestione di alcuni reparti. È il quadro che emerge dalla relazione del Ministero della Salute sull’Ospedale San Raffaele di Milano, elaborata dopo le difficoltà registrate nel dicembre scorso. Il documento, trasmesso a Regione Lombardia, raccoglie gli esiti della visita ispettiva ordinaria urgente svolta il 28 e 29 gennaio 2026 e individua 24 punti di criticità, accompagnati da 18 proposte di miglioramento.

Le criticità nei reparti del San Raffaele

san raffaele

L'ispezione ministeriale arriva dopo quanto accaduto tra il 5 e il 7 dicembre, quando si erano verificate importanti difficoltà organizzative in tre aree dell'ospedale: Medicina ad alta intensità, Medicina di cure intensive e Admission room.

In quei giorni erano entrati in servizio infermieri appartenenti a una cooperativa esterna. Secondo quanto riportato nella relazione, il personale impiegato nei reparti interessati dalle criticità non sarebbe risultato adeguatamente formato per le attività da svolgere.

Il documento evidenzia inoltre una discrepanza tra gli infermieri che avevano seguito i percorsi formativi e quelli successivamente entrati effettivamente in turno.

Una situazione rispetto alla quale, secondo quanto riportato, il Ministero individua responsabilità organizzative sia nella gestione ospedaliera sia nella cooperativa coinvolta.

Una carenza infermieristica presente da mesi

Uno degli aspetti più rilevanti della relazione riguarda però la consistenza degli organici.

Dall'esame della documentazione e dai colloqui effettuati con gli operatori sarebbe infatti emersa una macro-criticità strutturata e persistente nella dotazione infermieristica, presente da diversi mesi, una condizione considerata potenzialmente in grado di produrre conseguenze sulla salute dei pazienti.

Il problema, dunque, non sarebbe riconducibile esclusivamente agli episodi verificatisi nel mese di dicembre, ma si inserirebbe in una situazione di difficoltà più ampia relativa alla disponibilità di personale infermieristico.

Sotto esame anche la gestione organizzativa

La relazione ministeriale entra anche nel merito delle decisioni adottate per affrontare la carenza di personale.

Secondo gli ispettori, l'ospedale non avrebbe messo in campo sufficienti azioni pratiche preventive per intervenire sulla situazione degli organici.

Nel documento vengono inoltre analizzati i rapporti e i processi decisionali interni alla struttura, compresa la scelta di ricorrere a personale di una cooperativa esterna per reparti caratterizzati da una particolare complessità assistenziale.

Le criticità riguarderebbero anche la comunicazione interna e l'attivazione tempestiva di interventi correttivi prima dell'arrivo degli ispettori dell'Ats. A seguito dei disservizi verificatisi nel mese di dicembre, l'amministratore Francesco Galli aveva lasciato l'incarico.

Dal Ministero 18 azioni per migliorare l’organizzazione

Alla ricostruzione delle criticità segue una serie di indicazioni operative. Complessivamente sono 18 le azioni di miglioramento proposte.

Tra le principali indicazioni figura innanzitutto il rafforzamento della dotazione infermieristica.

La relazione propone inoltre di introdurre un rapporto minimo standard tra infermieri e pazienti, differenziato in funzione delle caratteristiche e della complessità dei diversi reparti.

Un'indicazione particolarmente significativa perché lega direttamente la consistenza degli organici alle esigenze assistenziali e alla sicurezza dei pazienti.

Controlli sul personale delle cooperative

Tra le misure indicate figura anche una verifica delle altre cooperative che forniscono personale all'ospedale.

Il Ministero suggerisce di adottare criteri più stringenti per l'esternalizzazione delle attività assistenziali, prevedendo anche simulazioni organizzative prima dell'inserimento del personale nei servizi.

L'obiettivo è evitare che professionisti chiamati a lavorare in contesti ad elevata complessità vengano inseriti senza un'adeguata preparazione rispetto alle caratteristiche specifiche dell'unità operativa.

La vicenda pone quindi nuovamente al centro il tema del ricorso alle esternalizzazioni per rispondere alla carenza di infermieri, soprattutto quando il personale esterno viene impiegato in reparti nei quali sono richieste competenze specifiche e una conoscenza approfondita dell'organizzazione.

Carichi di lavoro, pause e supporto agli operatori

Le indicazioni ministeriali non riguardano soltanto il numero degli infermieri. Tra gli interventi proposti compare anche una revisione dei carichi di lavoro del personale dipendente, con l'introduzione o il rafforzamento di pause e sistemi di rotazione nei reparti maggiormente impegnativi.

Viene inoltre indicata la possibilità di attivare programmi di supporto psicologico rivolti agli operatori.

La gestione della carenza di personale viene quindi affrontata non soltanto attraverso l'aumento degli organici, ma anche attraverso una diversa organizzazione del lavoro, con maggiore attenzione alla sostenibilità dei turni e alle condizioni nelle quali gli infermieri svolgono l'attività assistenziale.

Ora la valutazione passa alla Regione Lombardia

La relazione ministeriale è stata trasmessa a Palazzo Lombardia. Sarà quindi la Regione a valutare le indicazioni formulate dagli ispettori e a stabilire quali interventi dovranno essere richiesti al San Raffaele.

Il documento riporta così nuovamente l'attenzione su alcuni dei nodi più delicati della sanità: carenza di infermieri, adeguatezza degli organici, formazione del personale, ricorso alle cooperative e sicurezza dell'assistenza.

Questioni che, soprattutto nei reparti a maggiore complessità, incidono direttamente sull'organizzazione del lavoro e sulla capacità delle strutture sanitarie di garantire continuità e qualità delle cure.