Case e Ospedali di Comunità, Fp Cgil: servono 20mila infermieri in più

Scritto il 17/07/2026
da Redazione

Secondo Fp Cgil, per garantire il pieno funzionamento delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR saranno necessari 20 mila infermieri in più. È quanto sostengono il segretario nazionale Michele Vannini e il coordinatore nazionale degli infermieri Alfonso Guerriero, che chiedono un piano straordinario di investimenti per rilanciare la professione e affrontare la carenza di personale.

Il fabbisogno di infermieri per la sanità territoriale

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Per il sindacato, il potenziamento dell'assistenza territoriale previsto dal DM 77/2022 richiede un rafforzamento significativo degli organici infermieristici. Oltre alle nuove assunzioni, occorre considerare anche il ricambio generazionale: secondo Fp Cgil, ogni anno lasciano il servizio circa 17 mila infermieri per pensionamento.

Senza una programmazione adeguata del turnover, avverte il sindacato, il rischio è che le nuove strutture territoriali vengano attivate sottraendo personale agli ospedali o che non riescano a esprimere pienamente il proprio potenziale assistenziale.

Perché mancano gli infermieri

Fp Cgil individua le cause della carenza di personale in una combinazione di fattori che stanno rendendo sempre meno attrattiva la professione.

Tra questi vengono indicati il calo delle iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica, l'abbandono della professione da parte di molti infermieri, le retribuzioni ritenute non adeguate, i carichi di lavoro elevati e le limitate prospettive di crescita professionale

Secondo il sindacato, questi elementi stanno alimentando una crisi che rischia di compromettere il ricambio generazionale e la capacità del Servizio sanitario nazionale di rispondere ai nuovi bisogni assistenziali.

Un piano straordinario di investimenti

Per invertire la tendenza, Fp Cgil propone un Piano straordinario di investimenti dedicato alla professione infermieristica.

Tra le priorità indicate figurano:

  • incrementi retributivi adeguati
  • valorizzazione delle competenze avanzate
  • percorsi di carriera più definiti
  • migliore equilibrio tra vita privata e lavoro
  • condizioni organizzative che consentano di operare in sicurezza

Il sindacato collega inoltre il rilancio della professione al rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità, chiedendo un adeguamento economico che consenta di recuperare parte del potere d'acquisto perso negli ultimi anni a causa dell'inflazione.