Nursind: "Le segnalazioni sono rimaste senza risposta"
Si riaccende l'attenzione sul tema delle aggressioni al personale sanitario dopo l'ennesimo episodio
A denunciare la situazione è il segretario regionale del Nursind, Giampaolo Giannoni, che ricorda come il sindacato avesse già trasmesso una segnalazione all'Asl Toscana Centro e alla Prefettura di Firenze lo scorso 9 giugno, senza ricevere riscontri.
Secondo il sindacato, nella struttura si sarebbero già verificati altri episodi di violenza, tra cui quello di un paziente che avrebbe distrutto una sedia tentando di aggredire operatori e personale presente.
Nursind sostiene inoltre che le segnalazioni inoltrate al servizio aziendale di gestione del rischio clinico non abbiano finora prodotto interventi concreti per migliorare le condizioni di sicurezza.
Clima sempre più difficile tra gli operatori
Secondo quanto riferito dal sindacato, le ripetute aggressioni starebbero incidendo anche sull'organizzazione del lavoro.
Diversi professionisti avrebbero chiesto il trasferimento dalla struttura, mentre altri risultano assenti per malattia o infortunio in seguito agli episodi di violenza subiti.
Per Nursind è necessario intervenire rapidamente per evitare un ulteriore aggravamento della situazione, sia sotto il profilo della tutela dei lavoratori sia della continuità assistenziale.
Più sicurezza e confronto con le istituzioni
Tra le proposte avanzate dal sindacato figura l'istituzione di una presenza stabile delle forze dell'ordine all'interno della Rems, oltre all'apertura di un confronto con l'Asl Toscana Centro, la Prefettura e le altre istituzioni coinvolte per individuare misure organizzative condivise.
L'obiettivo, secondo Nursind, è garantire condizioni di lavoro più sicure per il personale che opera quotidianamente in un contesto caratterizzato da elevata complessità assistenziale.
Anche l'Ordine degli infermieri chiede interventi
Sull'aggressione è intervenuto anche l'Ordine delle Professioni Infermieristiche Interprovinciale Firenze-Pistoia, che ha espresso solidarietà all'infermiere coinvolto e ha ribadito la necessità di rafforzare le misure di prevenzione.
Il presidente David Nucci ha sottolineato come le aggressioni agli operatori sanitari non possano essere considerate eventi inevitabili, ma debbano essere affrontate attraverso un'organizzazione adeguata, investimenti specifici e strumenti di tutela realmente efficaci.

