Puglia rafforza i controlli sui professionisti sanitari con titolo estero: verifiche più approfondite per esercitare nel SSR

Scritto il 10/07/2026
da Redazione

La Regione Puglia cambia le regole per l'autorizzazione temporanea dei professionisti sanitari che hanno conseguito il titolo di studio all'estero. Con una nuova determinazione dirigenziale viene introdotto un sistema di controlli più articolato, che punta a verificare non soltanto la regolarità della documentazione presentata, ma anche l'effettivo possesso delle competenze necessarie per operare nel Servizio sanitario regionale. Il provvedimento nasce dall'esigenza di continuare a rispondere alla carenza di personale senza rinunciare a elevati standard di qualità e sicurezza delle cure. Alla definizione della nuova procedura ha contribuito anche il gruppo di lavoro degli Ordini delle Professioni Infermieristiche pugliesi.

Cambia il modello di valutazione delle domande

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La novità più rilevante riguarda il metodo con cui saranno esaminate le richieste di autorizzazione.

Finora la verifica si concentrava prevalentemente sulla correttezza formale della documentazione. Con le nuove disposizioni, invece, la Commissione regionale dovrà esprimere una valutazione complessiva del percorso professionale del candidato, esaminando il contenuto della formazione universitaria, l'esperienza maturata, la validità del titolo conseguito all'estero e la capacità di operare nel contesto sanitario italiano.

L'obiettivo è rendere più omogenee le procedure autorizzative e assicurare che l'accesso alla professione avvenga sulla base delle competenze realmente possedute, non del solo possesso dei requisiti amministrativi.

Verifiche anche sulle autorizzazioni già rilasciate

Le nuove disposizioni non riguardano esclusivamente chi presenterà domanda nei prossimi mesi.

La Regione ha previsto infatti la possibilità di riesaminare anche le autorizzazioni già concesse, comprese quelle prorogate e quelle con validità fino al 31 dicembre 2027.

La Commissione potrà verificare nuovamente ogni posizione per accertare che continuino a sussistere tutti i requisiti richiesti dalla normativa. Si introduce così un sistema di monitoraggio che accompagna il professionista anche dopo il rilascio dell'autorizzazione.

Requisiti più stringenti per lingua e documentazione

Tra gli elementi ai quali viene attribuito maggiore peso c'è la conoscenza della lingua italiana.

Per ottenere l'autorizzazione sarà necessario dimostrare un livello linguistico almeno pari al B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, mentre per i logopedisti viene indicato come riferimento il livello C1, considerato il ruolo centrale della comunicazione nell'attività clinica.

Anche la documentazione richiesta diventa più dettagliata. Oltre al titolo di studio e alla domanda di riconoscimento presentata al Ministero della Salute, saranno valutati il piano degli studi, la certificazione di Good Standing, il curriculum professionale, l'esperienza lavorativa documentata, eventuali specializzazioni e la Dichiarazione di Valore o l'attestazione CIMEA.

Più responsabilità dopo il rilascio dell'autorizzazione

La nuova disciplina introduce obblighi specifici anche per i professionisti che ottengono l'autorizzazione.

Tra questi figurano la stipula di una polizza di responsabilità civile professionale, il rispetto degli obblighi di formazione continua ECM e la comunicazione tempestiva di qualsiasi cambiamento che possa incidere sui requisiti richiesti.

La Regione potrà inoltre revocare l'autorizzazione qualora emergano irregolarità o vengano meno le condizioni previste per l'esercizio della professione.

Procedure più lunghe ma controlli più approfonditi

L'istruttoria potrà richiedere fino a 90 giorni, un termine più ampio rispetto al passato che riflette la maggiore complessità delle verifiche previste.

Per evitare ricadute sull'organizzazione dei servizi sanitari, è stata comunque disposta una proroga fino al 30 settembre 2026 per i professionisti già autorizzati, consentendo loro di proseguire l'attività mentre vengono completati gli accertamenti.