Fragilità cutanea e accessi vascolari: una sfida quotidiana nella cura del paziente oncologico

Scritto il 07/08/2026
da Ambra Bolognini

Prendersi cura della cute fragile del paziente oncologico è da considerarsi una pratica essenziale. Pertanto, la corretta gestione e scelta della medicazione per l’accesso vascolare diventa parte integrante del percorso di cura e di protezione del paziente. In questo articolo analizzeremo alcune tra le principali raccomandazioni ed esploreremo strategie clinicamente valide per la gestione degli accessi vascolari.

La fragilità cutanea nel paziente oncologico

I pazienti oncologici sono particolarmente vulnerabili, non solo per la complessità delle terapie a cui vengono sottoposti, ma anche per le ripercussioni che queste hanno sull'organismo. Chemioterapici, terapie biologiche e radioterapia possono compromettere la capacità rigenerativa della cute, rendendola più fragile, sottile e incline alle lesioni(1,2). A questo si aggiunge la necessità di reperire frequentemente accessi venosi per infusioni e terapie, che espongono ulteriormente la pelle a stress meccanici e a rischio di complicanze(3).

Entrando nello specifico delle lesioni cutanee associate all’accesso vascolare e alla gestione dello stesso, si possono riscontrare le CASI (Catheter-associated Skin Injury), descritte come una lesione cutanea localizzata in corrispondenza dell’area della medicazione e/o del sistema di fissaggio di un dispositivo di accesso vascolare (VAD) periferico o centrale, che risulta osservabile per 30 minuti o più dopo la rimozione della medicazione(4). Esse sono associate ad un aumentato discomfort del paziente (dolore, prurito), aumentati costi e ritardi nel trattamento.

Parlando di lesioni cutanee l’elemento cardine è senza dubbio la prevenzione. Proprio per questo motivo l’adozione di soluzioni mirate ed integrate che permettano di ridurre ulteriormente i rischi e garantire maggiore sicurezza per l’accesso vascolare diventano di fondamentale importanza. Vediamo ora come l’accostamento di sistemi di stabilizzazione sutureless in silicone con protettivi cutanei di barriera trovano supporto nelle raccomandazioni più recenti, dalle linee guida INS alle linee di indirizzo tecnico di AIOM, che orientano la pratica clinica verso approcci sempre più sicuri e basati sull’evidenza.

Cosa raccomandano le linee guida INS e AIOM

Linea guidaRaccomandazioni principali
INS (Infusion Nurses Society) (2024)

Stabilizzazione del catetere

  • raccomandato l’utilizzo di dispositivi per stabilizzare gli accessi vascolari per prevenire le complicanze associate al dislocamento del catetere e al movimento a livello del sito di inserzione. (Practice Recommendations 36.1)
  • Evitare l’utilizzo di punti di sutura in quanto non risultano essere un’alternativa efficace a un dispositivo sutureless e aumentano il rischio infettivo correlato al catetere (Standard 36, C, categoria III)

Prevenzione delle CASI

  • Implementare strategie che incorporino i fattori di rischio individuali del paziente per prevenire le lesioni cutanee correlate al posizionamento e alla gestione degli accessi vascolari (Practice Recommendations 52, A, categoria II)
  • Raccomandata l’adozione di un metodo adeguato di medicazione e di fissaggio del catetere vascolare per ridurre la frequenza dei cambi di medicazione che potrebbero aumentare il rischio di lesioni cutanee tenendo in considerazione le caratteristiche del paziente, l’area di applicazione, la durata della permanenza e la terapia preventivata. (Practice Recommendations 52, A.f)
  • Valutare la cute quando il dispositivo di sicurezza viene sostituito; prevedere il rischio potenziale di lesioni cutanee dovute all'età, ai movimenti articolari e alla presenza di edema. (Practice Recommendations 36, N.1)
  • Adottare prodotti correlati alla gestione degli accessi vascolari (es antisettici, protettori della cute, medicazioni, securement) sulla base di un’approfondita valutazione del rischio e in base alla necessità cliniche del paziente. (Practice Recommendations 52, A.4.c)
  • Applicare, in modo asettico, un protettivo cutaneo di barriera, compatibile con la soluzione antisettica utilizzata, per proteggere la cute intorno al sito di inserzione. (Practice Recommendations 52, A.4.c.iii)
  • Usare una tecnica di applicazione corretta: applicare una pressione ferma e delicata eliminando la tensione/stretching sulla medicazione. (Practice Recommendations 52, A.4.iv.a)
  • Usare una tecnica di rimozione appropriata per la medicazione, il securement e i nastri adesivi: trazionare il presidio in modo orizzontale rispetto alla cute, non in verticale in quanto aumenta la trazione sulla cute. (Practice Recommendations 52, A.g)
AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Working Nursing Group (2021)

Stabilizzazione del catetere

  • L’accesso vascolare (CVC, PICC, Midline) deve essere fissato alla cute utilizzando un dispositivo sutureless; L’utilizzo di suture è infatti associato ad un aumento del rischio infettivo. Prediligere un dispositivo con adesivo a rimozione atraumatica, ad esempio siliconato, possibilmente abbinato alla medicazione per facilitarne la sostituzione (pag.15, 7.7.2 Prevenzione e gestione delle infezioni intra/extraluminali, flebiti, trombosi).
  • Utilizzare medicazioni semipermeabili trsparenti in poliuretano, preferibilmente con TNT perimetrale e sistema di fissaggio sutureless integrato, che permetta visibilità del sito inserzione/emergenza, fissaggio del catetere e gestione dell’umidità. Nel paziente adulto viene inoltre raccomandato l’uso di medicazioni di poliuretano trasparenti a lento rilascio di Clorexidina 2% (pag. 10, Gestione CVC ad inserzione periferica: PICC ).

Prevenzione delle lesioni cutanee

  • Raccomandata l’ispezione quotidiana del sito di inserzione del catetere e l’area circostante, attraverso la medicazione trasparente integra, per evidenziare eventuali arrossamenti, dolorabilità, edema e secrezioni (pag. 9, Gestione CVC ad inserzione periferica: PICC).
  • Rispettare i tempi di contatto e di asciugatura del disinfettante utilizzato, prima di applicare la medicazione, sia per rispettare il tempo di azione del principio attivo, sia per evitare eventuali irritazioni cutanee dovute all’interazione con gli adesivi delle medicazioni (pag. 9, Gestione CVC ad inserzione periferica: PICC).
  • È indicato l’utilizzo di protettivi cutanei quali i film barriera. Questi devono essere sterili, monouso, trasparenti, privi di alcool e di materiale facilmente adattabile alle pliche cutanee. Il loro utilizzo ha lo scopo di formare uno strato protettivo intermedio tra la pelle e la medicazione, evitando il contatto diretto (pag. 19, Lesioni cutanee correlate agli adesivi medicali (Medical Adhesive-Related Skin Injuries -MARSI).
  • La medicazione del PICC e del CVC, in condizioni normali, deve essere effettata ogni 5-7 giorni (pag. 9, Gestione CVC ad inserzione periferica: PICC).

Dispositivi e protettivi cutanei: le soluzioni Solventum

ProdottoCaratteristiche
3M™ Dispositivo di fissaggio per PICC/CVC + Tegaderm™ I.V. Advanced
  • Integra il dispositivo sutureless ad una medicazione di fissaggio avanzato trasparente ed impermeabile
  • Adesivo del dispositivo sutureless al silicone, delicato sulla cute più fragile
3M™ Dispositivo di fissaggio per PICC/CVC + Tegaderm™ CHG I.V. Advanced
  • Integra il dispositivo sutureless ad una medicazione di fissaggio avanzato ed antimicrobica a lento rilascio di Clorexidina Gluconato 2%, trasparente ed impermeabile
  • Adesivo del dispositivo sutureless al silicone, delicato sulla cute più fragile
  • Supportata da numerosi studi clinici e conforme alle linee guida attuali
3M™ Cavilon™ NSBF - Film barriera non irritante
  • Protettivo cutaneo a lunga durata, clinicamente testato, che forma un film trasparente e protettivo nel momento in cui viene applicato sulla cute
  • Disponibile in diversi formati, alcuni dei quali sterili e monouso
  • Privo di alcol e non irritante
  • Compatibile con clorexidina gluconata e iodopovidone
  • Può essere usato su adulti, bambini e neonati con almeno un mese di età

Conclusioni

La centralità del paziente oncologico richiede che ogni scelta assistenziale sia orientata a qualità, sicurezza e continuità delle cure.

I documenti scientifici analizzati ribadiscono la necessità di standard condivisi nella gestione degli accessi vascolari: la combinazione di competenze professionali e dispositivi mirati, come la sinergia offerta dai dispositivi Solventum di fissaggio e di barriera cutanea, rappresentano un passo ulteriore verso un’assistenza più sicura, personalizzata e sostenibile.