Case di comunità, Schillaci: raggiunto il target PNRR, ora la sfida è farle conoscere

Scritto il 07/07/2026
da Redazione

Le Case di comunità entrano nella fase di piena operatività dopo il raggiungimento del target previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ad annunciarlo è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo al convegno "Obesità in Italia 2026: dati, impatti, prospettive politico sanitarie e legislative di intervento" svoltosi al Senato. Secondo il ministro, il completamento dell'obiettivo rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di riorganizzazione dell'assistenza territoriale. L'attenzione si sposta ora sulla diffusione delle informazioni ai cittadini, affinché le nuove strutture diventino un punto di riferimento concreto per la presa in carico sul territorio.

Raggiunto il target del PNRR sulle Case di comunità

schillaci

Orazio Schillaci, Ministro della Salute

Nel corso del suo intervento, Schillaci ha sottolineato come il Servizio sanitario nazionale debba fondarsi su tre pilastri: ospedale, medicina generale e assistenza territoriale, individuando nelle Case di comunità il fulcro di quest'ultima.

Il Servizio Sanitario Nazionale ha un terzo cardine che rappresenta una risposta efficace a una domanda di assistenza che non va intercettata solo negli ospedali o negli ambulatori dei medici di famiglia: sono le Case di comunità, ha dichiarato il ministro.

Schillaci ha inoltre evidenziato che l'obiettivo previsto dal PNRR è stato raggiunto, rispondendo alle perplessità espresse nei mesi scorsi sulla possibilità di rispettare le scadenze.

C'era anche chi pensava che questo target non sarebbe stato raggiunto e a questo coro di pessimismo è stato risposto con risultati concreti: le Case di comunità sono state aperte con un grandissimo sforzo organizzativo e burocratico da parte del Ministero e di tutte le Regioni.

Il ruolo delle Case di comunità nell'assistenza territoriale

Le Case di comunità rappresentano uno degli elementi centrali della riforma dell'assistenza territoriale prevista dal PNRR e disciplinata dal DM 77/2022, che ridefinisce i modelli organizzativi dell'assistenza di prossimità.

Secondo quanto ricordato dal ministro, queste strutture ospiteranno:

  • assistenza primaria;
  • prestazioni specialistiche;
  • équipe multiprofessionali;
  • servizi infermieristici;
  • attività di prevenzione e screening;
  • percorsi dedicati ai pazienti cronici e alle persone fragili.

L'obiettivo è ridurre il ricorso improprio agli ospedali, favorendo una presa in carico continuativa e multidisciplinare direttamente sul territorio.

Il ruolo degli infermieri nelle nuove strutture

Per la professione infermieristica, la piena attuazione delle Case di comunità rappresenta un passaggio strategico nell'evoluzione dell'assistenza territoriale.

Il DM 77 attribuisce infatti agli infermieri un ruolo centrale nella gestione dei percorsi assistenziali, nella continuità delle cure, nell'educazione sanitaria, nella prevenzione e nel monitoraggio delle persone affette da patologie croniche.

All'interno delle équipe multidisciplinari, gli infermieri sono chiamati a collaborare con medici di medicina generale, specialisti, operatori socio-sanitari e altri professionisti, contribuendo alla presa in carico integrata dei bisogni assistenziali della popolazione.

L'efficacia del nuovo modello organizzativo dipenderà tuttavia anche dalla disponibilità di personale sanitario adeguatamente formato e numericamente sufficiente, tema che continua a rappresentare una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale.

La sfida è far conoscere le Case di comunità ai cittadini

Secondo Schillaci, dopo il raggiungimento dell'obiettivo infrastrutturale, la priorità diventa quella di promuovere una capillare attività di informazione.

Il nostro compito è quello di fare una informazione capillare per farle veramente conoscere a tutti, ha affermato il ministro, ricordando che le Case di comunità saranno luoghi dedicati non solo all'assistenza sanitaria, ma anche alla prevenzione e alla presa in carico delle persone più fragili, comprese quelle affette da patologie croniche come l'obesità.