Contratti Sanità privata e RSA, il 24 luglio nuovo presidio dei sindacati al Ministero della Salute

Scritto il 07/07/2026
da Redazione

Otto anni senza rinnovo contrattuale nella sanità privata accreditata e quattordici anni nelle RSA. È la denuncia lanciata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, che annunciano una nuova mobilitazione nazionale con un presidio previsto il 24 luglio davanti al Ministero della Salute per chiedere lo sblocco delle trattative e il rinnovo dei contratti collettivi. Secondo le tre organizzazioni sindacali, il prolungato stallo non riguarda soltanto le condizioni economiche di oltre 300 mila lavoratrici e lavoratori, ma sta producendo effetti concreti sull'organizzazione dei servizi e sulla qualità dell'assistenza erogata nelle strutture private accreditate e nelle residenze sanitarie assistenziali.

Oltre 300mila lavoratori aspettano il rinnovo

cgil cisl uil

In una nota unitaria, i segretari generali Federico Bozzanca (Fp Cgil), Roberto Chierchia (Cisl Fp) e Rita Longobardi (Uil Fp) definiscono "ormai intollerabile" il ritardo accumulato nei rinnovi contrattuali.

Da otto anni nella sanità privata e da quattordici nelle RSA, oltre 300mila professioniste e professionisti attendono il rinnovo del contratto nazionale. Un ritardo che continua ad aggravare una crisi strutturale fatta di organici insufficienti, turni sempre più gravosi, ferie sistematicamente negate o rinviate e condizioni di lavoro che mettono a dura prova chi ogni giorno garantisce servizi essenziali alla collettività, affermano i sindacati.

Carenza di personale e perdita di attrattività

Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, la difficoltà nel reperire personale non dipende soltanto dalla carenza di professionisti disponibili, ma anche dalla crescente perdita di attrattività del comparto privato accreditato e delle RSA.

Le organizzazioni sindacali evidenziano come infermieri, operatori socio-sanitari e altri professionisti sanitari, pur svolgendo attività analoghe a quelle dei colleghi del Servizio sanitario nazionale, continuino a essere penalizzati da contratti scaduti da anni e da trattamenti economici inferiori.

Una disparità che, secondo i sindacati, rende sempre più difficile assumere e trattenere personale qualificato, aggravando ulteriormente il problema degli organici.

Le ricadute sull'assistenza

Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, le conseguenze sono ormai evidenti in molte strutture sanitarie e sociosanitarie.

Gli organici vengono definiti insufficienti rispetto ai bisogni assistenziali, con un conseguente aumento dei carichi di lavoro, ricorso sistematico a turni aggiuntivi e difficoltà nel garantire il diritto alle ferie.

Secondo la nota, queste criticità non incidono soltanto sul benessere degli operatori, ma possono riflettersi anche sulla qualità e sulla sicurezza delle prestazioni offerte ai cittadini, in particolare agli anziani, alle persone non autosufficienti e ai pazienti più fragili ospitati nelle RSA e nelle strutture private accreditate.

L'appello a Governo, Regioni e associazioni datoriali

I sindacati attribuiscono la responsabilità del mancato rinnovo alle associazioni datoriali AIOP e ARIS, chiedendo l'apertura immediata del confronto per il rinnovo dei contratti collettivi.

Allo stesso tempo chiamano in causa anche il Ministero della Salute e le Regioni, sottolineando che le strutture private accreditate e le RSA operano grazie a consistenti finanziamenti pubblici.

Per questo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono l'introduzione di regole che subordinino il rilascio e il mantenimento dell'accreditamento con il Servizio sanitario nazionale al rispetto e al tempestivo rinnovo dei contratti collettivi nazionali.

Il 24 luglio nuova mobilitazione

La mobilitazione proseguirà con un nuovo presidio nazionale davanti al Ministero della Salute il 24 luglio, durante il quale le organizzazioni sindacali torneranno a chiedere:

  • il rinnovo immediato dei contratti della sanità privata e delle RSA
  • il rafforzamento degli organici
  • il pieno rispetto del diritto alle ferie
  • l'applicazione dell'articolo 36 della Costituzione, che garantisce una retribuzione proporzionata, sufficiente e dignitosa

Per i sindacati, la vertenza va oltre la dimensione contrattuale e riguarda il futuro del sistema sanitario e sociosanitario italiano.

Senza professionisti adeguatamente valorizzati non esiste assistenza di qualità. Chi cura deve essere messo nelle condizioni di farlo con competenza, serenità e dignità, perché dalla tutela del lavoro dipende anche la tutela della salute delle persone, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp.