Tra le macerie del Venezuela, il coraggio di un'infermiera di Reggio Emilia

Scritto il 29/06/2026
da Redazione

Ci sono partenze che non si misurano in chilometri, ma nel peso delle responsabilità che si portano sulle spalle. È quella di Nicole Pellegrini, infermiera del Dipartimento Emergenza Urgenza di Reggio Emilia, partita per il Venezuela insieme alla missione italiana di soccorso diretta nelle aree devastate dal violento terremoto che ha causato centinaia di vittime e migliaia di dispersi. Pellegrini fa parte della squadra Usar dell'Emilia-Romagna, team multidisciplinari specializzati nell'intervento in scenari di elevata complessità, addestrati a operare tra macerie, crolli e situazioni di emergenza estrema. In Venezuela, la sua missione sarà quella che ogni infermiere conosce bene: esserci quando tutto sembra crollare, prendersi cura delle persone nel momento della loro massima fragilità.

Il coraggio di partire

venezuela reggio

Nicole Pellegrini, infermiera del Dipartimento Emergenza Urgenza di Reggio Emilia, partita per il Venezuela

Dietro la partenza di Pellegrini c'è una scelta che appartiene alla parte più autentica della professione infermieristica: mettere le proprie competenze al servizio di chi ha perso tutto.

L'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Reggio Emilia ha voluto esprimere pubblicamente il proprio orgoglio per la collega, sottolineando come Nicole Pellegrini incarna i valori fondamentali della professione infermieristica: preparazione, responsabilità, coraggio, umanità, spirito di servizio e disponibilità verso gli altri.

Parole che raccontano non soltanto il profilo professionale di un'infermiera, ma il significato più profondo di una professione che nei contesti di emergenza trova una delle sue espressioni più alte.

Infermieri in prima linea anche nelle grandi emergenze

Le squadre Usar sono formate per affrontare scenari estremamente complessi, dove la rapidità delle decisioni, le competenze cliniche e la capacità di lavorare in équipe possono fare la differenza tra la vita e la morte.

La presenza di un'infermiera in missioni internazionali di soccorso conferma il ruolo strategico che la professione infermieristica ricopre non solo negli ospedali e nei servizi territoriali, ma anche nelle attività di protezione civile e di assistenza umanitaria.

Come ricorda l’Opi di Reggio Emilia, la partenza di Pellegrini testimonia quanto la competenza infermieristica sia essenziale non solo nei luoghi ordinari della cura, ma anche negli scenari straordinari dell'emergenza, della protezione civile e dell'assistenza umanitaria.

La storia dell'infermiera è anche quella di un'intera squadra che ha scelto di sostenerla. In un periodo segnato dalla carenza di personale, dalle ferie programmate e da turni già particolarmente gravosi, le colleghe e i colleghi del Dipartimento Emergenza Urgenza si sono resi disponibili a coprire la sua assenza.

Un gesto che l'Ordine definisce di grande responsabilità, partecipazione e solidarietà professionale e che racconta il volto meno visibile ma forse più prezioso dell'infermieristica: una comunità professionale capace di sostenersi reciprocamente e di fare squadra anche nei momenti più difficili.

Perché nelle grandi emergenze non parte mai una persona sola. Parte un'infermiera, ma con lei viaggiano il sostegno dei colleghi, l'orgoglio di un'intera professione e quei valori di cura, umanità e responsabilità che fanno dell'infermieristica una presenza indispensabile, in corsia come tra le macerie di un terremoto a migliaia di chilometri da casa.

A Nicole Pellegrini, l'augurio di una missione sicura e il grazie di una comunità professionale che si riconosce nel suo coraggio. E ai colleghi che hanno scelto di sostenerla, il riconoscimento di aver dimostrato che prendersi cura significa, prima di tutto, non lasciare mai solo chi si mette al servizio degli altri.