Caldo e diabete, il caso Zverev riaccende l'attenzione sui rischi estivi per glicemia e sensori CGM

Scritto il 26/06/2026
da Redazione

L'estate e le ondate di calore rappresentano una sfida non trascurabile per le persone con diabete. Alte temperature, disidratazione e attività fisica possono infatti alterare l'equilibrio glicemico e, in alcuni casi, compromettere anche l'affidabilità dei sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM). A riportare il tema al centro dell'attenzione è stato il caso del tennista tedesco Alexander Zverev, affetto da diabete di tipo 1, che durante la semifinale del torneo ATP di Halle ha dovuto interrompere il match a causa di un grave episodio di ipoglicemia legato a una lettura errata del sensore glicemico.

Il sensore segnalava valori alti, ma la glicemia era bassa

sensore cgm

Dopo la partita, il numero tre del ranking mondiale ha raccontato di aver ricevuto dal proprio sensore CGM indicazioni di iperglicemia, quando in realtà i livelli di glucosio erano bassi.

Convinto di dover correggere una glicemia elevata, il tennista si è somministrato una dose di insulina superiore al necessario, sviluppando una grave ipoglicemia.

Per recuperare è stato costretto ad assumere una notevole quantità di zuccheri nel corso della partita.

Un episodio raro, ma che evidenzia una criticità nota agli specialisti, le temperature elevate possono influenzare sia il metabolismo delle persone con diabete sia il funzionamento dei dispositivi di monitoraggio.

Come il caldo influisce sulla glicemia

Secondo la Società Italiana di Diabetologia (SID), il caldo esercita molteplici effetti sull'organismo.

La sudorazione abbondante aumenta il rischio di disidratazione e può determinare alterazioni della glicemia. Inoltre, la vasodilatazione provocata dalle alte temperature accelera l'assorbimento dell'insulina iniettata, aumentando il rischio di ipoglicemie improvvise, soprattutto in caso di attività fisica.

Le elevate temperature possono inoltre favorire rapide oscillazioni glicemiche e rendere più complessa la gestione quotidiana del diabete, in particolare nei bambini e nei giovani con diabete di tipo 1.

Anche le scottature solari rappresentano un fattore di stress per l'organismo e possono contribuire ad aumentare i livelli glicemici.

Sensori CGM e caldo

Negli ultimi anni i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio hanno rivoluzionato la gestione del diabete, consentendo un controllo costante dei livelli glicemici e una maggiore sicurezza nella terapia insulinica.

Tuttavia, anche queste tecnologie possono risentire delle condizioni ambientali estreme.

I sensori CGM misurano infatti il glucosio attraverso una reazione enzimatica progettata per funzionare in condizioni di temperatura corporea fisiologica. Un'esposizione prolungata al caldo intenso può alterare questo equilibrio e generare letture instabili o poco attendibili.

Anche sudore e umidità possono compromettere l'adesione del dispositivo alla pelle. Un sensore che si sposta o si stacca parzialmente può modificare il microambiente sottocutaneo in cui avviene la misurazione, producendo dati non accurati.

Per questo motivo gli specialisti raccomandano di verificare i valori con un glucometro tradizionale quando le letture appaiono incoerenti con i sintomi percepiti.

Attenzione anche a insulina e dispositivi

Le alte temperature non rappresentano un rischio soltanto per i sensori. Anche l'insulina, le strisce reattive e i glucometri possono subire alterazioni se esposti a calore eccessivo.

Gli esperti raccomandano di conservare l'insulina non utilizzata in frigorifero, seguendo le indicazioni del produttore, e di evitare di lasciare farmaci e dispositivi in auto, sotto il sole o in ambienti non climatizzati.

Durante gli spostamenti estivi può essere utile ricorrere a contenitori o borse termiche per il trasporto.