La richiesta alla Regione
Più di 10 milioni di euro sono già disponibili per remunerare le prestazioni aggiuntive del personale sanitario del Veneto
Secondo la Uil Fp, le prestazioni aggiuntive rappresentano uno strumento fondamentale per garantire la continuità assistenziale in un contesto caratterizzato da persistenti carenze di personale e da una crescente pressione organizzativa sui servizi.
Ci sono oltre 10 milioni di euro disponibili e devono essere utilizzati per lo scopo previsto
, dichiara Stefano Gottardi, segretario generale della Uil Fp Veneto. Non sarebbe accettabile sottrarre risorse ai fondi delle lavoratrici e dei lavoratori, che già ogni giorno coprono turni scoperti e garantiscono i servizi nonostante la carenza di personale
.
Prestazioni aggiuntive e carenza di organico
Le ore aggiuntive vengono infatti svolte per assicurare il funzionamento dei servizi sanitari e compensare le difficoltà legate alla mancanza di professionisti in organico.
Una situazione che coinvolge quotidianamente infermieri, operatori socio-sanitari e gli altri professionisti del comparto, chiamati a garantire la continuità delle attività assistenziali attraverso un impegno supplementare.
Il personale sta già sostenendo un carico di lavoro enorme
, sottolinea Luca Molinari, componente della delegazione trattante Uil Fp Veneto per la sanità. Queste prestazioni devono essere pagate con risorse dedicate, senza ridurre quelle destinate a incarichi, condizioni di lavoro e valorizzazione professionale
.
La tutela del salario accessorio
Al centro della richiesta sindacale c'è la necessità di evitare che il pagamento delle prestazioni aggiuntive avvenga utilizzando i fondi contrattuali destinati al salario accessorio.
Per la Uil Fp si tratterebbe di una soluzione che rischierebbe di penalizzare il personale, incidendo sulle risorse previste per istituti contrattuali legati alle condizioni di lavoro, agli incarichi e ai percorsi di valorizzazione professionale.
Il sindacato chiede quindi alla Regione di procedere rapidamente con l'assegnazione dei fondi già disponibili e di informare in maniera trasparente le Aziende sanitarie e le organizzazioni sindacali sulle modalità di utilizzo delle risorse.
Le risorse ci sono
, conclude Gottardi. Ora servono atti concreti e tempi rapidi
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La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sulle condizioni di lavoro del personale sanitario e sulla necessità di individuare strumenti in grado di sostenere i professionisti che, ogni giorno, garantiscono la tenuta del Servizio sanitario regionale nonostante le persistenti criticità legate agli organici.

