Ebola in Congo, contagiati 75 operatori sanitari: 17 i decessi tra medici e infermieri

Scritto il 23/06/2026
da Redazione

L'epidemia di Ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo continua a colpire duramente il personale sanitario. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), dall'inizio del focolaio sono stati contagiati almeno 75 operatori sanitari e 17 di loro hanno perso la vita. Numeri che evidenziano ancora una volta quanto medici, infermieri e altri professionisti della salute rappresentino una delle categorie maggiormente esposte durante le emergenze epidemiche, soprattutto nei contesti caratterizzati da risorse limitate e carenza di dispositivi di protezione individuale.

Operatori sanitari tra i più esposti al contagio

sanitari gestiscono paziente con ebola

Il virus Ebola si trasmette attraverso il contatto diretto con fluidi biologici infetti, tra cui sangue, saliva, vomito, urine e feci. Per questo motivo il personale sanitario impegnato nell'assistenza ai pazienti rappresenta una delle categorie a maggior rischio.

Secondo quanto riferito dall’Oms, in molte strutture sanitarie dell'area interessata dall'epidemia continuano a registrarsi difficoltà nell'approvvigionamento di dispositivi di protezione essenziali come guanti, mascherine e materiali per il controllo delle infezioni.

A rendere ancora più complessa la situazione è il fatto che numerosi operatori sarebbero stati esposti al virus prima che le autorità sanitarie identificassero ufficialmente il focolaio.

Il virus avrebbe circolato per settimane prima dell'allerta

L'epidemia da virus Ebola è stata dichiarata ufficialmente dalle autorità congolesi il 15 maggio, ma le indagini epidemiologiche suggeriscono che il virus fosse già presente sul territorio diverse settimane prima.

I primi casi sospetti risalirebbero infatti almeno alla fine di aprile. In quella fase, tuttavia, non erano ancora disponibili test specifici in grado di identificare rapidamente la variante virale responsabile dell'attuale epidemia.

Questo ritardo nel riconoscimento dei casi potrebbe aver favorito la diffusione dell'infezione sia nella popolazione generale sia tra gli operatori sanitari impegnati nell'assistenza.

Il focolaio nell'Ituri

L'epidemia è concentrata nella provincia dell'Ituri, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, un'area situata al confine con l'Uganda e distante quasi 3.000 chilometri dalla capitale Kinshasa.

Si tratta di una regione caratterizzata da difficoltà logistiche, collegamenti limitati e criticità nell'accesso ai servizi sanitari, fattori che complicano le attività di sorveglianza epidemiologica, tracciamento dei contatti e contenimento della diffusione del virus.

Secondo i dati più recenti disponibili, sono stati registrati almeno 676 casi e 136 decessi correlati all'epidemia. Le autorità sanitarie e l’Oms ritengono tuttavia che il numero reale delle infezioni possa essere significativamente più elevato.