Sanità territoriale, il Governo accelera: Case di Comunità al centro della riforma

Scritto il 16/06/2026
da Redazione

La sanità territoriale entra nella fase decisiva. A pochi mesi dalle principali scadenze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il ministro della Salute Orazio Schillaci ha rilanciato il percorso di riforma del Servizio sanitario nazionale, indicando nelle Case di Comunità, negli Ospedali di Comunità e nell’assistenza domiciliare gli strumenti chiave per garantire una presa in carico più efficace dei cittadini, soprattutto delle persone fragili e dei pazienti cronici. L’occasione è stata il Forum G19+2 Sanità di Genova, dove il ministro ha fatto il punto sullo stato di avanzamento delle misure previste dal PNRR, definendo quella attuale «la fase più impegnativa» del percorso di trasformazione della sanità italiana.

L’ultimo miglio della riforma

schillaci

Secondo Schillaci, gli obiettivi fissati dal PNRR restano raggiungibili, ma richiederanno uno sforzo condiviso da parte di istituzioni, professionisti e Regioni.

Parliamo di obiettivi complessi, ma raggiungibili. Servirà certamente uno sforzo da parte di tutti gli attori coinvolti. Sull’attuazione del PNRR dobbiamo fare insieme l’ultimo miglio, probabilmente il più impegnativo.

Il ministro ha ribadito come la riforma territoriale rappresenti uno dei pilastri del nuovo Servizio sanitario nazionale, chiamato a rispondere all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie croniche attraverso modelli assistenziali più vicini ai cittadini.

I numeri del PNRR

Nel suo intervento, Schillaci ha evidenziato alcuni risultati già raggiunti dal programma di riforma.

Tra questi, il superamento del target relativo all’assistenza domiciliare per gli over 65: secondo i dati illustrati dal ministro, gli assistiti hanno superato quota 1,6 milioni, oltre l’obiettivo iniziale fissato a 1,4 milioni.

Risultati superiori alle attese anche sul fronte della telemedicina, dove sarebbero già oltre 566 mila le persone prese in carico, a fronte di un target europeo di 300 mila assistiti.

Non stiamo parlando solo di numeri, ma della migliore presa in carico di oltre mezzo milione di pazienti cronici e fragili.

Se sul piano infrastrutturale il percorso procede, resta però aperta la questione delle risorse umane.

Le nuove strutture territoriali previste dal PNRR richiederanno migliaia di professionisti per diventare pienamente operative. In particolare, sarà fondamentale la disponibilità di infermieri, professionisti sanitari e personale di supporto in un contesto che continua a registrare carenze di organico in molte regioni italiane.

Negli ultimi mesi il tema è emerso con forza anche nel dibattito politico e professionale. Diverse organizzazioni infermieristiche hanno evidenziato come il successo delle Case di Comunità dipenderà non soltanto dalla realizzazione degli edifici, ma dalla capacità di renderli realmente funzionanti attraverso personale adeguatamente formato e valorizzato.