La Regione prende finalmente atto del problema
La carenza di infermieri continua a rappresentare una delle principali emergenze della sanità lombarda.
Secondo il Coordinamento, uno degli aspetti più significativi è il riconoscimento istituzionale delle difficoltà che la professione infermieristica denuncia da tempo.
Tra le criticità evidenziate figurano il progressivo calo delle iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica, l’aumento degli abbandoni professionali, il disagio lavorativo e le crescenti difficoltà delle aziende sanitarie nel reperire personale qualificato.
La Regione sta finalmente prendendo atto delle difficoltà che gli Ordini professionali denunciano e documentano da anni
, sottolinea il Coordinamento in una nota.
Tra le misure discusse nelle ultime settimane c’è anche il reclutamento di infermieri provenienti dall’estero, una strada già intrapresa da diverse regioni italiane per compensare la carenza di organico.
Gli Opi lombardi riconoscono la necessità di adottare soluzioni immediate per garantire la continuità assistenziale, ma invitano a non considerare il reclutamento internazionale come la risposta principale al problema.
È indispensabile continuare a investire prioritariamente sugli infermieri formati in Italia, valorizzando il capitale professionale già presente sul territorio e creando condizioni che rendano la professione nuovamente attrattiva per i giovani
, evidenzia il Coordinamento.
Retribuzioni e fuga degli infermieri
Gli Ordini condividono inoltre quanto espresso dall’assessore Bertolaso sul tema delle retribuzioni, considerato uno degli elementi centrali della crisi professionale.
Secondo gli Opi, da anni gli infermieri attendono un riconoscimento economico adeguato alle responsabilità e alle competenze richieste dall’attività assistenziale.
Particolarmente preoccupante resta il fenomeno della migrazione professionale verso la Svizzera e altri Paesi europei, che continua a sottrarre personale qualificato alle strutture sanitarie lombarde.
Gli incentivi previsti per le aree di confine rappresentano un primo passo, ma è necessario affrontare le cause profonde che spingono tanti professionisti a lasciare il sistema sanitario italiano
, sottolineano gli Ordini.
Serve una programmazione di lungo periodo
Per il Coordinamento degli Opi Lombardia, la carenza infermieristica non può essere affrontata esclusivamente con misure emergenziali.
La professione infermieristica, ricordano gli Ordini, rappresenta uno dei pilastri fondamentali del Servizio sanitario e necessita di investimenti strutturali, programmazione del fabbisogno e valorizzazione professionale.
L’obiettivo, secondo gli Opi, deve essere quello di garantire condizioni di lavoro più attrattive, opportunità di crescita professionale e un adeguato riconoscimento economico, così da trattenere gli infermieri già presenti nel sistema e favorire l’ingresso delle nuove generazioni.
La sfida, infatti, non riguarda soltanto il reperimento di nuovi professionisti, ma la capacità di mantenere nel Servizio sanitario regionale competenze ed esperienze indispensabili per assicurare ai cittadini un’assistenza sicura, qualificata e sostenibile nel tempo.

