Infermieri con titolo estero in Lombardia, Nursing Up chiede chiarezza

Scritto il 08/06/2026
da Redazione

La carenza di infermieri continua a spingere le Regioni a cercare nuove soluzioni per coprire i posti vacanti negli ospedali e nei servizi territoriali. In Lombardia, una recente delibera della Giunta regionale ha istituito un elenco ricognitivo dedicato agli infermieri con titoli professionali conseguiti all’estero, con l’obiettivo di facilitare il reclutamento da parte delle strutture sanitarie. Una scelta che, però, solleva interrogativi sul fronte delle verifiche professionali. A porli è il Nursing Up, che chiede maggiore chiarezza sulle responsabilità relative alla valutazione delle competenze, della conoscenza della lingua italiana e dell’idoneità professionale dei candidati.

Cosa prevede la delibera regionale

de palma

Antonio De Palma, presidente nazionale Nuring Up

La Delibera della Giunta Regionale Lombardia n. 6102 del 4 maggio 2026 prevede la creazione di un elenco regionale di professionisti sanitari con qualifiche infermieristiche ottenute all’estero.

Secondo quanto evidenzia il Nursing Up, la Regione si limiterebbe a verificare la completezza e la regolarità formale della documentazione presentata dai candidati, senza entrare nel merito della valutazione sostanziale delle competenze professionali o della reale idoneità all’esercizio della professione.

Le verifiche relative alla preparazione professionale, alla conoscenza della lingua italiana e alla compatibilità con le mansioni richieste sarebbero invece affidate alle singole aziende sanitarie.

Nursing Up: “Servono criteri uniformi”

È proprio questo aspetto a preoccupare il sindacato. Se la Regione effettua esclusivamente controlli documentali e formali, chi garantisce che le verifiche sostanziali vengano svolte con criteri identici in tutta la Lombardia? Chi stabilisce gli standard? Chi controlla che un infermiere venga valutato con gli stessi parametri a Milano, Bergamo, Brescia o Varese?, chiede Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up.

Secondo il sindacato, il tema non riguarda soltanto il reclutamento di nuovo personale, ma soprattutto la sicurezza delle cure e l'uniformità delle procedure di valutazione adottate nelle diverse aziende sanitarie.

Per il Nursing Up, la ricerca di infermieri all'estero non può diventare l'unica risposta a una crisi che viene definita strutturale.

In Italia mancano circa 175mila infermieri rispetto agli standard europei e la sola Lombardia registra una carenza stimata di oltre 10mila professionisti, afferma De Palma.

Secondo il sindacato, il problema nasce da fattori ormai noti: stipendi poco competitivi, carichi di lavoro elevati, organici insufficienti, aggressioni e condizioni professionali sempre meno attrattive.

Prima di spiegare come reperire nuovi infermieri all'estero, sarebbe opportuno spiegare perché continuiamo a perdere quelli già formati in Italia, sottolinea il presidente del Nursing Up.

Al centro il tema della sicurezza delle cure

La richiesta avanzata dal sindacato è quella di definire procedure trasparenti e omogenee per la verifica delle competenze dei professionisti inseriti nell'elenco regionale.

La sicurezza delle cure non può basarsi su un rimpallo di responsabilità tra Regione e aziende sanitarie. Su questo punto servono risposte precise e pubbliche, conclude De Palma.

Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio che vede molte Regioni impegnate nel reclutamento internazionale per fronteggiare la crescente carenza di infermieri. Una strategia che, secondo le organizzazioni professionali e sindacali, dovrebbe però essere accompagnata da investimenti strutturali per rendere nuovamente attrattiva la professione infermieristica nel Servizio sanitario nazionale.