Chiuso per mancanza di infermieri. È il cartello che, simbolicamente, potrebbe comparire all’ingresso di molte stanze di degenza e di alcuni reparti ospedalieri milanesi costretti a ridurre l’attività per l’assenza di personale infermieristico. Milano si trova sempre più spesso a fare i conti con un problema che da anni interessa l’intero Servizio sanitario nazionale: la carenza di infermieri. Una situazione che non riguarda soltanto l’organizzazione dei turni, ma che sta avendo conseguenze dirette sulla capacità degli ospedali di garantire assistenza, ricoveri e attività chirurgica.
Senza infermieri meno ricoveri programmati
Chiuso per mancanza di infermieri
. È il cartello che, simbolicamente, potrebbe comparire all’ingresso di molte stanze di degenza.
Secondo quanto riportato, all’ospedale Sacco sono stati recentemente ridotti sei posti letto nell’area chirurgica. Situazioni analoghe interessano anche l’ospedale pediatrico Buzzi, dove le difficoltà organizzative coinvolgerebbero sia la Pediatria sia alcuni reparti chirurgici.
Al Fatebenefratelli, invece, negli ultimi anni si è fatto ricorso ad accorpamenti tra unità operative e alla riorganizzazione delle degenze per garantire la continuità assistenziale con il personale disponibile.
La conseguenza è inevitabile: meno posti letto disponibili significano meno ricoveri programmati, maggiore pressione sui reparti e tempi di attesa più lunghi per i cittadini.
L’emergenza coinvolge anche la sanità privata
La carenza di infermieri non risparmia nemmeno il settore privato.
Per far fronte alle difficoltà di reclutamento, alcune strutture hanno scelto di affidarsi a cooperative esterne o di esternalizzare parte dell’assistenza infermieristica. Una soluzione che, tuttavia, non sempre garantisce standard assistenziali adeguati e continuità organizzativa.
Secondo quanto riferito, il San Giuseppe del gruppo MultiMedica avrebbe esternalizzato l’assistenza infermieristica della Medicina generale. Al San Raffaele, invece, l’affidamento di tre reparti a una cooperativa giudicata inadeguata avrebbe portato, a dicembre, alle dimissioni dell’amministratore.
Pensionamenti e pochi iscritti all’università
Alla base della crisi vi sono diversi fattori. Da un lato cresce il numero dei professionisti che raggiungono l’età pensionabile, dall’altro le università faticano a riempire i posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica.
Secondo un’analisi del sindacato Uil, in Lombardia sono previste circa 9.200 uscite per pensionamento tra il 2026 e il 2030. Parallelamente, il numero di giovani che scelgono la professione infermieristica continua a diminuire: a fronte di 2.088 posti disponibili negli atenei lombardi, le candidature si sarebbero fermate a 1.420.
Stipendi bassi e poche prospettive di carriera
Tra le cause principali della scarsa attrattività della professione vengono indicati gli stipendi considerati insufficienti rispetto alle responsabilità richieste, le difficoltà legate ai turni e la limitata possibilità di crescita professionale.
Molti infermieri scelgono infatti di trasferirsi all’estero oppure di lasciare il Servizio sanitario pubblico per realtà che garantiscono condizioni economiche e organizzative più favorevoli.
Finché non si affronteranno il tema salariale e gli sbocchi carrieristici non attrarremo personale
, osserva Antonio Bagnaschi della Fp Cgil, sottolineando come il problema non possa essere risolto soltanto con interventi emergenziali.
La politica regionale discute l’emergenza
La questione è approdata anche in Consiglio regionale della Lombardia, dove è stata convocata una seduta straordinaria dedicata alla carenza di personale sanitario.
Secondo Lisa Noja, consigliera regionale di Italia Viva, alla carenza di infermieri non si può continuare a rispondere con provvedimenti emergenziali, che mortificano la competenza dei professionisti. È venuto il momento che la Regione li valorizzi nei fatti
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A fare eco è Carmela Rozza (Pd), che richiama la necessità di investire sulle nuove generazioni: Tutti dobbiamo lavorare per riportare i giovani alle professioni sanitarie
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