Le liste d’attesa mostrano segnali di miglioramento, ma il problema resta tutt’altro che risolto. Nei primi quattro mesi del 2026 circa 2 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici sono stati erogati oltre i tempi massimi previsti dal Servizio sanitario nazionale.
È quanto emerge dai dati della nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa presentata da Agenas, che attraverso il nuovo Cruscotto 2.0 punta a monitorare in modo più puntuale l’andamento delle prestazioni sanitarie nelle diverse Regioni italiane.
Secondo i dati elaborati dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, tra gennaio e aprile 2026 le percentuali di rispetto dei tempi di garanzia risultano in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, il numero delle prestazioni fuori soglia rimane elevato e continuano a emergere significative differenze territoriali.
Il nuovo Cruscotto 2.0: oltre 65 milioni di prenotazioni analizzate
liste d’attesa
La nuova piattaforma nasce con l’obiettivo di aumentare trasparenza, monitoraggio e capacità di governo delle liste d’attesa.
Tra gennaio 2025 e aprile 2026 il sistema ha acquisito oltre 65 milioni di prenotazioni provenienti dai Centri Unici di Prenotazione regionali, comprendendo sia le strutture pubbliche sia quelle private accreditate.
Nel dettaglio:
- circa 32 milioni di prenotazioni riguardano prime visite specialistiche;
- circa 33 milioni riguardano prestazioni diagnostiche;
- i dati vengono raccolti direttamente dai sistemi regionali;
- il monitoraggio avviene attraverso indicatori omogenei a livello nazionale.
L’obiettivo dichiarato è consentire una lettura più precisa delle criticità e individuare tempestivamente le aree che richiedono interventi organizzativi.
Migliorano le percentuali di rispetto dei tempi
I dati del primo quadrimestre 2026 mostrano una tendenza generale al miglioramento.
Per le prime visite specialistiche la percentuale di prestazioni erogate entro i tempi previsti passa dal 76,1% del 2025 al 78,7% del 2026.
Anche gli esami diagnostici registrano un incremento, passando dall’83% all’84,7% di rispetto delle soglie temporali previste.
Secondo Agenas, 16 Regioni su 21 hanno evidenziato risultati positivi per le visite specialistiche, mentre 15 Regioni mostrano miglioramenti per gli esami diagnostici. Alcuni territori confermano livelli elevati di rispetto dei tempi già raggiunti nel 2025, mentre altri registrano progressi più marcati rispetto all’anno precedente.
Quasi 2 milioni di prestazioni ancora fuori tempo massimo
Nonostante i segnali incoraggianti, il numero assoluto delle prestazioni erogate oltre i tempi di garanzia rimane elevato.
Secondo i dati della piattaforma nazionale, nel periodo gennaio-aprile 2026 risultano fuori soglia:
- oltre 1,2 milioni di prime visite specialistiche;
- circa 688 mila esami diagnostici;
- per un totale vicino ai 2 milioni di prestazioni.
Tra gli esami maggiormente coinvolti figurano Tac, risonanze magnetiche ed ecografie, prestazioni che continuano a rappresentare uno dei punti più critici nell’accesso ai servizi sanitari.
Le maggiori criticità riguardano le urgenze
Un elemento particolarmente rilevante riguarda le prestazioni classificate come urgenti.
Dall’analisi emerge infatti che proprio nelle classi di priorità più elevate persistono le maggiori difficoltà nel rispetto delle tempistiche previste. Questo dato evidenzia come il miglioramento complessivo non sia ancora sufficiente a garantire uniformemente l’accesso rapido alle prestazioni clinicamente più urgenti.
Le criticità non sono distribuite in modo uniforme sul territorio: i dati confermano una forte variabilità regionale, con situazioni più problematiche in alcune aree del Centro-Sud. Un elemento che impone prudenza nella lettura del miglioramento complessivo, perché le performance regionali dipendono anche dalla composizione delle classi di priorità e dalla quota di prestazioni programmate rispetto a quelle urgenti o brevi.
Schillaci: “Trend invertito, ma il lavoro non è finito”
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha attribuito i primi segnali di miglioramento alle misure introdotte nell’ultimo anno per il contrasto alle liste d’attesa.
Secondo il ministro, i dati mostrerebbero un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, pur in presenza di un quadro ancora eterogeneo tra le Regioni. Lo stesso Schillaci ha sottolineato come il nuovo sistema di monitoraggio possa rappresentare uno strumento utile per individuare le criticità e responsabilizzare maggiormente i diversi livelli di governo sanitario.
L’aggiornamento della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa rappresenta un passo avanti sul fronte della trasparenza e della disponibilità dei dati. Tuttavia, i numeri confermano che il nodo delle liste d’attesa continua a rappresentare una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale.
Se da un lato i dati indicano un miglioramento delle performance complessive, dall’altro quasi due milioni di prestazioni erogate oltre i tempi previsti evidenziano come il problema sia ancora lontano da una soluzione definitiva, soprattutto nelle prestazioni urgenti e nei territori che continuano a registrare maggiori difficoltà organizzative.

