Infermiera salva un uomo al padel con il defibrillatore: “La formazione può salvare una vita”

Scritto il 26/05/2026
da Chiara Sideri

Nel pomeriggio del 19 maggio, durante una partita di padel, Carlo si è improvvisamente accasciato a terra. Nel campo accanto stava giocando Natascia Maraniello, infermiera con esperienza in area cardiologica e in contesti ad alta intensità assistenziale. In pochi istanti ha riconosciuto la gravità della situazione, ha iniziato le manovre salvavita e ha utilizzato il defibrillatore disponibile nella struttura. Dopo la scarica, Carlo si è ripreso. Una storia che racconta il valore della competenza infermieristica, della formazione BLSD e della presenza dei defibrillatori nei luoghi pubblici.

Il malore durante la partita di padel

Tutto è accaduto in pochi secondi. Natascia Maraniello stava giocando a padel con alcune amiche quando, nel campo adiacente, un uomo impegnato in un’altra partita si è improvvisamente accasciato a terra.

Si chiama Carlo, racconta l’infermiera. Durante la partita è caduto improvvisamente. Inizialmente ho percepito subito che qualcosa non andava. Il mio istinto mi ha detto di correre verso di lui e la situazione è apparsa molto grave sin dall’inizio.

In quel momento, spiega, la prima valutazione è stata orientata a comprendere rapidamente la natura dell’evento. Durante un’attività sportiva, un malore improvviso può avere diverse cause: una crisi vagale, una crisi epilettica, un evento cardiaco acuto. Ma alcuni elementi hanno immediatamente indirizzato l’infermiera verso un quadro più critico.

Il ruolo decisivo del defibrillatore

La presenza del defibrillatore nella struttura sportiva si è rivelata determinante. In caso di arresto cardiaco da ritmo defibrillabile, la possibilità di erogare precocemente una scarica può incidere in modo decisivo sulla sopravvivenza.

È stato assolutamente determinante, afferma Maraniello. Questa vicenda dimostra concretamente quanto siano fondamentali la diffusione dei defibrillatori e la formazione BLSD. Un intervento tempestivo può fare la differenza tra la vita e la morte.

Per l’infermiera, l’episodio deve diventare anche occasione di riflessione pubblica. Non basta installare i defibrillatori: occorre diffondere la cultura dell’emergenza, rendere le persone capaci di riconoscere un arresto cardiaco, chiamare i soccorsi, iniziare le manovre di rianimazione e utilizzare il DAE quando disponibile.

Bisogna continuare a investire nella cultura dell’emergenza, nella preparazione e nella formazione, sia degli operatori sanitari sia dei cittadini.

Una vicenda che racconta il ruolo reale degli infermieri

Episodi come questo riportano al centro una questione spesso discussa in modo astratto: il valore concreto delle competenze infermieristiche. Non competenze teoriche, non funzioni accessorie, ma capacità professionali che possono incidere direttamente sulla vita delle persone.

Questa vicenda dimostra concretamente quanto gli infermieri e i professionisti sanitari svolgano un ruolo centrale nella tutela della salute e della vita, afferma Maraniello.

Secondo l’infermiera, troppo spesso queste figure vengono marginalizzate nel dibattito pubblico. Eppure la pratica quotidiana mostra quanto preparazione, esperienza e formazione possano determinare l’esito di un evento critico.

Episodi come questo dimostrano quanto la preparazione, l’esperienza e la formazione possano incidere direttamente sulla possibilità di salvare una vita.

A colpirla profondamente sono state anche le parole della moglie di Carlo, che le ha scritto: Hai salvato la vita non solo a Carlo, ma anche a noi che siamo la sua famiglia.

Una frase che, per Maraniello, racchiude il senso più autentico della professione infermieristica: prendersi cura di una persona significa spesso proteggere anche tutto il suo mondo relazionale, familiare, affettivo.