Infermieri indiani in Italia, accordo per accelerare assunzioni e riconoscimento dei titoli

Scritto il 21/05/2026
da Redazione

Nel corso della visita ufficiale del primo ministro indiano Narendra Modi a Roma, il 19 e 20 maggio 2026, Italia e India hanno siglato una dichiarazione congiunta che porta le relazioni bilaterali al livello di “Special Strategic Partnership”. Un accordo ampio, che coinvolge difesa, innovazione, tecnologie, ricerca e cooperazione economica, ma che contiene anche un capitolo destinato ad avere un impatto diretto sul Servizio sanitario nazionale italiano: la mobilità degli infermieri indiani verso l’Italia. La dichiarazione è stata firmata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal premier indiano al termine dell’incontro istituzionale svoltosi a Roma. Nel documento, i due governi confermano la volontà di rafforzare la cooperazione sulla formazione e sulla mobilità dei lavoratori qualificati, con un focus specifico sulle professioni sanitarie.

Riconoscimento più rapido dei titoli

infermieri dall'india

Il passaggio centrale per la sanità italiana è contenuto nell’articolo 23 della dichiarazione, dove Italia e India si impegnano a “migliorare la mobilità di studenti, ricercatori e lavoratori qualificati”, soprattutto nei settori Stem e sanitari.

Nello stesso capitolo viene richiamata una “specifica dichiarazione congiunta di intenti sulla facilitazione della mobilità degli infermieri dall’India all’Italia”, destinata a creare procedure più rapide per il reclutamento e l’inserimento professionale nel Ssn.

L’obiettivo è semplificare il riconoscimento dei titoli, favorire la formazione linguistica e costruire canali di reclutamento più strutturati tra i due Paesi.

L’intesa con l’India si inserisce in una strategia già anticipata dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che nel 2024 aveva indicato il reclutamento di infermieri indiani come una delle possibili risposte alla carenza di personale nel sistema sanitario nazionale.

I numeri della carenza infermieristica

L’accordo arriva in una fase di forte sofferenza per il sistema sanitario italiano. I dati Ocse mostrano come l’Italia continui ad avere uno dei rapporti infermieri/popolazione più bassi d’Europa.

Nel 2023, la densità di infermieri praticanti era pari a 6,9 ogni 1.000 abitanti, contro una media europea di 8,4. Ancora più critico il rapporto infermieri-medici, fermo a 1,3, tra i più bassi dell’Unione europea.

La carenza di personale pesa sugli ospedali, sui pronto soccorso e soprattutto sulla sanità territoriale, che dovrebbe essere rafforzata attraverso le Case di comunità finanziate dal Pnrr.

Formazione linguistica e integrazione

Uno degli aspetti centrali dell’accordo riguarda proprio l’integrazione professionale e linguistica. Le procedure dovrebbero prevedere una fase iniziale di formazione linguistica certificata in India, seguita da ulteriore addestramento tecnico e comunicativo in Italia.

Il tema non riguarda soltanto il reclutamento, ma anche l’inserimento concreto nelle équipe assistenziali, nei reparti e nei servizi territoriali del Ssn.

Un accordo che va oltre la sanità

La cooperazione tra Italia e India non si limita agli infermieri. La dichiarazione congiunta prevede investimenti e collaborazioni anche nei settori farmaceutico, biomedicale e delle tecnologie mediche.

L’articolo 4 del documento incoraggia infatti partnership industriali e scientifiche in ambiti considerati strategici per entrambi i Paesi, aprendo la strada a ulteriori sviluppi anche nel campo della ricerca sanitaria.