Infermieri pediatrici, avviso deserto a Pordenone: zero candidati per i posti a termine

Scritto il 21/05/2026
da Redazione

A Pordenone l’avviso per l’assunzione a tempo determinato di infermieri pediatrici è andato deserto. Nessun candidato ha aderito al bando dell’Azienda sanitaria, in un contesto già segnato da una carenza di personale infermieristico. Il dato pesa su un’area dove mancherebbero circa 60 infermieri generalisti, secondo alcune stime, mentre la Cgil parla di un fabbisogno vicino alle 100 unità. Ancora più ridotti i numeri degli infermieri pediatrici: gli iscritti all’Ordine provinciale sarebbero 10, a fronte di oltre 2.100 infermieri generalisti.

Infermieri pediatrici, pochi professionisti disponibili

concorso infermieri

La mancata adesione all’avviso non sorprende Luciano Clarizia, presidente dell’Opi Fvg. Il problema, secondo l’Ordine, nasce anche dalla scarsa attrattività del percorso formativo finora previsto.

Finora la laurea triennale in Infermieristica pediatrica è risultata poco attrattiva, perché restringe il campo della ricerca del lavoro e inoltre è presente in poche università, spiega Clarizia.

Il risultato è una platea molto limitata di professionisti disponibili, con effetti diretti sulla capacità delle aziende sanitarie di coprire il fabbisogno.

Contratti a termine e difficoltà di reclutamento

Sul mancato interesse pesa anche la natura del contratto. Un avviso a tempo determinato difficilmente riesce ad attrarre professionisti da altre regioni, soprattutto quando il trasferimento comporta costi, incertezza e scarso radicamento.

È il punto richiamato dalla Cgil: per molti infermieri, in particolare provenienti dal Sud, un incarico non stabile può non essere sufficiente a giustificare lo spostamento.

La riforma della formazione

Il quadro potrebbe cambiare con la nuova laurea magistrale in Infermieristica pediatrica, prevista dalla recente riforma dei percorsi infermieristici specialistici.

Secondo Clarizia, i futuri studenti potranno iscriversi al corso triennale generalista e successivamente specializzarsi in pediatria. La nuova impostazione potrebbe ampliare la platea, rendere più flessibile il percorso e aumentare nel tempo il numero di professionisti con competenze pediatriche.

Il vuoto coperto dagli infermieri generalisti

Nell’immediato, però, il problema resta. In assenza di infermieri pediatrici disponibili, le attività dovranno essere coperte dagli altri infermieri.

Una soluzione organizzativa necessaria, ma che evidenzia ancora una volta la fragilità del sistema di reclutamento e la difficoltà di garantire competenze specialistiche nei servizi dedicati all’età evolutiva.