Infermiera aggredita a Oderzo: sicurezza degli operatori sempre più a rischio

Scritto il 20/05/2026
da Redazione

Un’infermiera è stata aggredita da un paziente nel centro di salute mentale di Oderzo, in provincia di Treviso, ed è stata accompagnata in pronto soccorso dai colleghi. È il secondo episodio in pochi giorni collegato ai servizi di psichiatria: poco prima anche un infermiere era stato vittima di violenza durante il lavoro.

Aggressione in pieno giorno

violenza

L’episodio è avvenuto lunedì, intorno alle 14, quando un paziente avrebbe perso il controllo e colpito l’operatrice.

L’infermiera è stata soccorsa dal personale presente e portata in pronto soccorso. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, chiamati a ricostruire la dinamica dell’accaduto.

La lavoratrice è stata lasciata a casa per alcuni giorni per riprendersi dall’infortunio subito.

Fials: “Sicurezza dei lavoratori ospedalieri in calo”

A denunciare la situazione è Gianluca Martin, rappresentante dei Sindacati Ospedalieri Fials, che richiama l’aumento degli episodi di violenza contro il personale sanitario.

La sicurezza dei lavoratori ospedalieri è in netto calo, afferma Martin. Stanno aumentando gli episodi di violenze ed aggressioni, sia da parte di malati con patologie psichiche che da parte di persone che soffrono di dipendenze.

Per il sindacato, il rischio a cui sono esposti gli operatori non trova ancora un adeguato riconoscimento sul piano contrattuale.

Aggressioni e disaffezione verso la professione

Martin richiama anche la propria esperienza personale, ricordando di essere stato aggredito a settembre mentre lavorava in pronto soccorso.

I problemi inerenti la sicurezza di noi operatori stanno aumentando. Non siamo tutelati, è evidente che il problema esiste, sottolinea. A fronte di una stipendialità ferma, il grado di rischio si va aggravando.

Secondo il rappresentante Fials, anche questi aspetti contribuiscono alla crescente disaffezione verso la professione infermieristica.

Alla questione sicurezza si aggiunge quella degli organici. Secondo la Fials, in tutta l’Usl 2 mancherebbero almeno 100 infermieri. I bandi regionali per le assunzioni non riuscirebbero a coprire l’intero fabbisogno, con ricadute sulla qualità dei servizi.

Il sindacato chiede quindi un intervento della Regione e dell’Usl 2 per affrontare insieme sicurezza, personale e organizzazione dei servizi.

Circa 600 aggressioni l’anno

Il problema non riguarda solo Oderzo. Negli ultimi anni, nell’Usl, le aggressioni al personale sanitario sarebbero aumentate fino ad arrivare a circa 600 casi l’anno. I reparti più colpiti sono pronto soccorso e servizi psichiatrici degli ospedali di Treviso, Conegliano e Montebelluna.

Per Martin pesa anche l’assenza di presidi fissi delle forze dell’ordine negli ospedali, che allunga i tempi di intervento quando si verificano episodi di violenza.