Il progetto della Regione
In Basilicata un maxi corso-concorso unico regionale per 500 Infermieri di Famiglia e Comunità.
Il corso-concorso punta a formare 500 professionisti, a fronte di 263 assunzioni previste. Il progetto, approvato e finanziato con fondi comunitari, vede il coinvolgimento di Formez Pa e dell’Università degli Studi di Foggia.
Per la Regione, la scelta del corso-concorso consente di unire selezione e formazione avanzata, garantendo una preparazione uniforme degli infermieri destinati alla sanità territoriale.
La scelta della formula del corso-concorso - spiega Latronico - consente di coniugare procedure di reclutamento trasparenti ed efficaci con percorsi formativi qualificanti di livello post-laurea, assicurando una preparazione uniforme e omogeneamente distribuita sull’intero territorio regionale
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Secondo l’assessore, l’Infermiere di Famiglia e Comunità rappresenta una risposta concreta ai bisogni delle aree interne e dei territori più fragili della Basilicata, soprattutto sul fronte della prevenzione, dell’assistenza domiciliare e della prossimità delle cure.
Formare 500 professionisti a fronte di 263 assunzioni non risponde a una logica provvisoria, ma a una visione sistemica e di medio-lungo periodo
evidenzia Latronico.
L’obiettivo dichiarato è costruire una rete territoriale più coordinata, capace di rafforzare la capacità organizzativa delle comunità locali e migliorare la qualità dei servizi.
Non ci stiamo semplicemente adeguando a disposizioni normative stiamo costruendo un modello di assistenza moderno e vicino ai cittadini. La sanità del futuro si costruisce investendo sulle persone, sulle competenze e sulla prossimità delle cure
conclude.
Fials: “Procedura da chiarire”
Di segno opposto la posizione della Fials Basilicata. Il segretario regionale Giovanni Sciannarella esprime perplessità sulla modalità concorsuale annunciata, pur ribadendo la necessità di nuove assunzioni.
Come Fials Basilicata siamo perplessi rispetto a questa nuova modalità concorsuale
afferma Sciannarella Siamo i primi a chiedere assunzioni e concorsi ma le regole devono essere chiare secondo i principi di economicità, trasparenza ed efficienza
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Secondo il sindacato, se confermata nei bandi, la procedura potrebbe presentare criticità sul piano della legittimità, in particolare per il richiamo all’articolo 28 del Decreto legislativo 165/2001, che disciplina il reclutamento dei dirigenti di seconda fascia e non il personale del comparto sanitario.
Per Fials, il riferimento corretto dovrebbe essere l’articolo 35 dello stesso decreto, relativo alle modalità ordinarie di accesso al pubblico impiego.
La Fials contesta anche il rischio di non valorizzare adeguatamente infermieri già formati o già in servizio nelle aziende sanitarie regionali.
Il sindacato richiama in particolare chi ha conseguito master universitari in sanità territoriale e assistenza di comunità, oltre al personale di ASM e ASP che ha maturato esperienza e potrebbe essere disponibile a lavorare nelle Case di Comunità e negli Ospedali di Comunità.
È incomprensibile immaginare un percorso unico di formazione preliminare senza valorizzare competenze già esistenti all’interno del Servizio Sanitario Regionale
, sostiene Sciannarella.
Altro punto critico riguarda l’investimento, indicato dal sindacato in oltre 6 milioni di euro. Una cifra che, secondo Fials, richiede massima attenzione per evitare sprechi e duplicazioni formative.
La proposta del sindacato è procedere con concorsi ordinari, valorizzare prioritariamente il personale già dipendente delle aziende sanitarie regionali e attivare successivamente percorsi di formazione specialistica per il personale selezionato.

