Aggressione nel parcheggio dell’ospedale
Ospedale Cardarelli di Napoli
L’episodio è avvenuto nelle prime ore della giornata del 5 maggio, mentre il professionista stava raggiungendo la propria auto per tornare a casa. Dopo essere stato ferito, l’infermiere è riuscito a recarsi autonomamente al pronto soccorso del Cardarelli, dove è stato medicato. Le sue condizioni non destano preoccupazione e non sarebbe in pericolo di vita.
Sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato Arenella di Napoli, chiamati a ricostruire la dinamica dell’aggressione e a identificare i responsabili. L’azienda ospedaliera ha fatto sapere di stare collaborando con la Polizia per accertare quanto accaduto.
Cardarelli: “Massima collaborazione con la Polizia”
La direzione dell’ospedale ha comunicato che sono state acquisite le immagini del sistema di videosorveglianza. Si sta garantendo la massima collaborazione con la Polizia per accertare la verità dei fatti
, fa sapere l’azienda ospedaliera.
Il Cardarelli ricorda inoltre di essersi dotato, nell’ultimo anno, di un sistema di videosorveglianza di ultima generazione, con circa 300 telecamere e una centrale di controllo attiva 24 ore su 24.
Opi Napoli: “Bene più controlli”
Sull’episodio è intervenuta anche Teresa Rea, presidente Opi Napoli, che ha espresso vicinanza all’infermiere aggredito e apprezzamento per l’intervento del Prefetto di Napoli, Michele di Bari.
Ringrazierò personalmente con una nota ufficiale e una riconoscente stretta di mano il Prefetto di Napoli, dottor Michele di Bari, per la vicinanza e la solidarietà espressa all’infermiere selvaggiamente aggredito al Cardarelli
, ha dichiarato Rea.
La presidente dell’Ordine ha accolto positivamente anche il rafforzamento dei servizi di vigilanza presso l’ospedale.
Salvaguardare l’incolumità di infermieri, medici, Oss e di quanti operano per curare e salvare vite è da Paese civile
, ha aggiunto Rea, sottolineando come la tutela degli operatori sia anche una garanzia per i cittadini che ogni giorno accedono agli ospedali e ai luoghi di cura.
Per l’Opi di Napoli, la sicurezza deve riguardare l’intero perimetro delle strutture sanitarie, compresi parcheggi, accessi e spazi comuni.
In ospedale, così come in ogni altro presidio sanitario pubblico e privato, si va per necessità di salute, per fragilità fisiche. Non per diventare vittime di aggressioni a scopo di rapina o altra bieca motivazione
, ha concluso Rea.
L’aggressione riporta l’attenzione sulla sicurezza del personale sanitario, non solo nei reparti e nei pronto soccorso, ma anche negli spazi esterni e nelle aree di pertinenza delle strutture ospedaliere.
Il caso evidenzia la necessità di presidiare l’intero percorso lavorativo degli operatori, compresi accessi, parcheggi e aree comuni, dove il rischio può emergere anche al termine del turno.
Nel primo pomeriggio, l’ospedale ha confermato che le condizioni dell’infermiere ferito non destano preoccupazione. I sanitari stanno valutando eventuali dimissioni. Resta aperta l’indagine per chiarire l’accaduto e individuare gli autori dell’aggressione.

