Pronto soccorso nelle Marche, Opi Ancona: “Situazione insostenibile”

Scritto il 05/05/2026
da Redazione

Nei pronto soccorso delle Marche la pressione organizzativa ha raggiunto livelli non più sostenibili. A lanciare l’allarme è l’Opi di Ancona, che denuncia criticità quotidiane nei presidi ospedalieri della provincia e chiede alla Regione interventi rapidi su organici, governance e valorizzazione delle professioni infermieristiche.

Ambulanze ferme e infermieri sotto pressione

pronto soccorso

Secondo Giuseppino Conti, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Ancona, le difficoltà riguardano l’intera gestione dell’accesso e della presa in carico nei pronto soccorso.

Le problematiche organizzative per l’accesso e la gestione del Pronto soccorso hanno raggiunto livelli insostenibili ed è ora di assumere decisioni responsabili, afferma Conti.

Tra le criticità segnalate vi sono ambulanze del 118 bloccate per ore, condizioni di lavoro sempre più pesanti per gli infermieri, demansionamento, turni allungati, mancati riposi e crescente esasperazione di pazienti e familiari.

L’Opi di Ancona, che rappresenta oltre 4mila iscritti, sostiene di aver già segnalato da tempo le criticità riscontrate nei presidi ospedalieri del territorio.

Gli infermieri sono le prime vittime dei problemi organizzativi e logistici», sottolinea Conti, evidenziando come il personale continui comunque a garantire la continuità assistenziale «con grande senso di responsabilità e professionalità.

Il nodo, secondo l’Ordine, è che la tenuta dei servizi viene assicurata a costo di un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro.

La richiesta alla Regione Marche

L’Opi chiede il pieno sviluppo dell’articolo 36 della legge regionale 19/2022, relativo al servizio delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione, tecnico-sanitarie, ostetriche e del servizio sociale professionale.

L’obiettivo è definire ruoli e responsabilità delle diverse aree professionali e rafforzare la governance dei sistemi ospedalieri e territoriali, anche alla luce degli indirizzi del DM 70/2015 e del DM 77/2022.

La carenza di personale resta il tema più urgente. Secondo Opi Ancona, nelle Marche mancano almeno 1.000 infermieri.

A pesare sono condizioni di lavoro difficili, turni estenuanti, scarse prospettive di carriera e retribuzioni considerate non adeguate rispetto alle responsabilità professionali.

Marche terzultime per rapporto dirigenti-infermieri

Conti segnala anche un dato di governance: nel rapporto tra dirigenti e personale infermieristico, calcolato per 1.000 unità, le Marche si collocano in fondo alla classifica in Italia, davanti solo a Umbria, Basilicata e Campania.

Un indicatore che, secondo l’Opi, conferma la necessità di rafforzare il ruolo della professione infermieristica nei processi decisionali e organizzativi.