Liste d’attesa e divari, Schillaci: “Serve collaborazione con le Regioni”

Scritto il 16/04/2026
da Redazione

Liste d’attesa, disuguaglianze territoriali e riorganizzazione del sistema. Sono questi i nodi indicati dal ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto al convegno “Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide” a Roma. Un intervento che mette insieme accesso alle cure, innovazione e programmazione, in una fase in cui il Servizio sanitario nazionale è chiamato a tradurre le risorse del Pnrr in risultati concreti.

Divari territoriali e innovazione

orazio schillaci

Il punto di partenza resta il tema delle disuguaglianze. Ci sono ancora troppi e inaccettabili divari nella possibilità di accesso alle cure dei cittadini, ha dichiarato Schillaci, indicando nella tecnologia una leva strategica.

Su questo io credo che un ruolo fondamentale lo potrà giocare la tecnologia, l'innovazione che stiamo portando avanti con i fondi del Pnrr, quindi la telemedicina, il teleconsulto e le visite a distanza.

Un passaggio che collega direttamente gli investimenti del Piano alla capacità di rendere più equo il sistema.

Liste d’attesa e ruolo delle Regioni

Sul fronte delle liste d’attesa, il ministro richiama la necessità di un lavoro condiviso. Dobbiamo migliorare il sistema sanitario e le lunghe liste d'attesa. Ci vuole piena collaborazione con le Regioni per cercare di ridurre questo fenomeno.

Un tema che resta centrale anche per la percezione dei cittadini, e che richiede interventi coordinati tra livelli istituzionali.

In questa direzione, Schillaci annuncia un passaggio operativo a breve termine: Sono sicuro che il prossimo mese l’Agenas potrà rendere pubblici i dati Regione per Regione.

Piano sanitario nazionale, atteso da 15 anni

Tra gli elementi più rilevanti, il ritorno del Piano sanitario nazionale. Stiamo dando grande impulso al Piano sanitario nazionale (Psn), che manca da 15 anni, e sono certo di poterlo chiudere prima dell’estate”.

Un documento atteso da tempo, che dovrebbe definire in modo più strutturato priorità, organizzazione e responsabilità del sistema sanitario.

Le dichiarazioni del ministro delineano una fase di transizione, in cui la sfida non è più solo programmare, ma rendere operative le riforme.

Dalla riduzione delle liste d’attesa alla realizzazione della sanità territoriale, fino all’utilizzo della tecnologia per ridurre i divari, il punto comune resta la capacità di tradurre le risorse in accesso reale alle cure.